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lunedì 8 aprile 2013

Nardò - Foggia 0-1

Scorer: Agnelli 93'
 NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Antico, Taurino (38’ s.t. Lomasto); Giordano, De Luca, Marzocchi (23’ s.t. Montenegro), Rescio, Pasca; Corvino, Rizzi (12’ s.t. Di Piedi). (Piccolo, Vigliotti, Abrescia, Bagnoli). All. Sgobba.
 FOGGIA (3-1-4-2) Micale; Loiacono, D’Angelo, Tomaselli; D’Ambrosio (30’ s.t. Quinto); Compierchio (6’ s.t. Coccia), Agnelli, Agostinone, Picascia; Giglio, Leonetti (20’ s.t. Palazzo). (Mormile, Basta, Cassandro, Gentile). All. Paladino.
 ARBITRO: Marchese di Cosenza.
 NOTE: ammoniti Agnelli, Agostinone, Loiacono, Tomaselli, Pasca, De Luca. Angoli 7-4 per il Foggia.

 Di beffa in beffa non si arresta la caduta del Nardò verso il precipizio. Dopo il gol piovuto da 50 metri contro il Trani, ecco la prodezza di Agnelli che decide sul filo di lana il match contro il Foggia. Il tempo stringe e la quota salvezza resta lontana. La beffa finale ovviamente altererà i giudizi, ma il Nardò visto contro i satanelli è stato il migliore dell’era Sgobba. Squadra solida e capace di neutralizzare colpo su colpo le offensive di un Foggia che ha proprio nella costruzione della manovra la sua maggiore qualità. E’ vero che i satanelli si perdono poi in fase di finalizzazione negli ultimi sedici metri, ma l’aver impedito a Giglio e compagni di andare anche una sola volta pericolosamente al tiro fino all’episodio finale, è la riprova che questo Nardò, almeno a livello di affidabilità difensiva si è ritrovato, dopo aver sbandato oltre il lecito anche contro il Trani. E stavolta la retroguardia è riuscita a sopperire senza scossoni anche al forfait di Taurino.

 Alla squadra non sono mancati neanche coraggio e combattività, ma per mettere in saccoccia i 7-8 punti ancora necessari per raggiungere la salvezza occorrono i gol ed è qui che le prospettive diventano fosche. Perché con un Corvino capace di realizzare solo gol impossibili per poi fallire i più semplici, come è accaduto anche stasera, e un Di Piedi che problemi fisici a parte, bazzica poco in area di rigore avversaria per la sua predisposizione a svariarvi lontano, sarà dura trovare la via della rete anche nelle tre gare (Battipagliese, Potenza e Sant’Antonio Abate) sulle quali si appuntano le maggiori speranze. La partita con il Foggia è di quelle destinate allo 0-0 finale, il cui destino può cambiare solo per un episodio. E il guaio è che la sfortuna si accanisce contro i granata, quando non c’è più tempo neanche per sperare in un miracoloso recupero. Certo sono proprio gli ospiti a prendere subito in mano il gioco e condurre ala gara alla ricerca del gol del vantaggio. Manovrano bene fino alla tre quarti , però peccano in incisività.

Ci prova subito Leonetti (1’), da dentro l’area, su assist di Agnelli . Il numero 11 rossonero ci riprova al 13’ con una girata dal limite, ma le sue conclusioni trovano Mirarco sempre ben piazzato sulla traiettoria. Il Nardò si difende in maniera ordinata, riparte in modo meno lineare, ma è vivo e sempre in partita. Corvino al 13’ prova la conclusione da fuori area, traiettoria velenosa che non passa molto lontano dal montante sinistro della porta di Micale. Risponde colpo su colpo la squadra di Sgobba e colleziona un paio d’angoli in successione: al 19’ Antico giunge con un attimo di ritardo alla deviazione vincente sul secondo palo, dopo un corner battuto da Rizzi, che attraversa l’intero specchio di porta. L’unica vera occasione da gol del primo tempo capita sul piede di Corvino, che addomestica un rilancio di Mirarco, salta Loiacono in dribbling, ma poi a tu per tu con il portiere non inquadra lo specchio della porta e calcia a fil di palo. Al 38’ il Nardò perde Taurino per un problema muscolare, una defezione pesante che non altera però gli equilibri difensivi. Il terzetto difensivo che trova in Lomasto il nuovo interprete, continua a non concedere nulla a Giglio e Leonetti, ottimo anche il lavoro di copertura sugli esterni di Giordano e pasca su Compierchio e Picascia. Il Foggia per mettere i brividi ai granata deve così affidarsi ad un calcio d’angolo.

Tremenda mischia in area, ma alla fine Mirarco dopo aver mancato la presa, rimedia con l’aiuto dei compagni. L’ultima azione degna di nota del primo tempo è di marca granata: traversone dalla linea di fondo di Giordano che giungerebbe dalle parti di Corvino, appostato sotto la porta avversaria, senza il provvidenziale anticipo di testa di D’Angelo. Il secondo tempo ricomincia sulla falsariga del primo. E così il Foggia trova la porta neretina solo grazie ad un calcio piazzato: è il 7’ quando Mirarco alza in angolo una conclusione insidiosa di D’Ambrosio. Rescio entra finalmente in partita e le ripartenze del Nardò acquistano tutt’altra pericolosità. Devastanti le accelerazioni dell’ex casaranese che costringono nel giro di pochi minuti Agnelli e Agostinone al fallo da cartellino giallo sulla trequarti. E dopo una tempestiva uscita a terra di Mirarco in anticipo su Leonetti (12’), è Di Piedi, nel frattempo subentrato a Rizzi, a puntare verso la porta avversaria su suggerimento di De Luca: l’attaccante siciliano però, ostacolato da un difensore si decentra sulla destra e poi si porta il pallone oltre il terreno di gioco. Per superare lo stallo e dare maggiore incisività alla manovra Padalino immette in attacco Palazzo al posto di Leonetti. E’ obbligato invece il cambio di Sgobba che rileva un malconcio Marzocchi con Montenegro, con il conseguente accentramento di Giordano. E proprio da Montenegro, al 38’, parte un suggerimento in area per Di Piedi, che giunge in ritardo per la deviazione sottomisura sul secondo palo. Finale di gara intenso, nonostante pioggia e terreno sempre più allentato. Percorre metà campo, palla al piede Corvino, al 40’, abbattuto poi fuori area da Tomaselli. E’ lo stesso Corvino a calciare la punizione dai 20 metri, con il pallone che passa proprio a pochi centimetri dal palo alla sinistra del portiere.

 Il Foggia, nonostante i risultati del pomeriggio l’abbiano praticamente tagliato fuori dalla corsa ad un piazzamento play-off, non si dà per vinto e continua a proporsi in avanti, anche nei minuti di recupero. E’ viziata da una posizione di fuorigioco la capocciata di Giglio al 46’, che sibila accanto al palo della porta di Mirarco. E’ il primo tiro in 90 minuti del capocannoniere del torneo. Ma la beffa è dietro l’angolo e si materializza, mentre sta per esaurirsi il terzo minuto di recupero. Rinvio corto della difesa, il più lesto di tutti è Agnelli, che decentrato all’altezza del vertice destro dell’area di rigore del Nardò, confeziona un diabolico sinistro che con la complicità del terreno bagnato, schizza in diagonale per insaccarsi proprio all’angolino basso alla sinistra di Mirarco. Un gol che fa più male di una coltellata e azzera definitivamente il vantaggio del Nardò sulla zona play-out.

 Michele Climaco per Nardocalcio.net

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