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venerdì 10 maggio 2013

Nardò - Pomigliano 1-1


NARDO’ Mirarco, Febbraro, Pasca, Difino, Antico (14’ s.t. Lomasto), Marzocchi (31’ s.t. Lanotte), Montenegro, Giordano, Di Piedi, Rizzi (27’ s.t. Bagnoli), Rescio. In panchina: Piccolo, Saracino, De Luca, Abrescia. All. Renna.
POMIGLIANO Di Costanzo, Moscarino, Loreto, Schioppa, Follera, Vitagliano, Micalizzi (6’ s.t. Romano), De Rosa, La Cava, Panico, Lagatta. In panchina: Formisano, Volpicelli, Piccirillo, De Falco, Colurcio, Vacca. All. Seno.
ARBITRO: Fabbro di Roma.
NOTE: espulsi Lagatta 39’ s.t. , Vacca (dalla panchina)  e l’allenatore del Nardò Renna al 44’ s.t.; ammoniti Pasca, Montenegro, Rizzi e Schioppa. Angoli 12-3 per il Pomigliano.

Ancora una delusione casalinga, nonostante il nuovo vantaggio iniziale. La vittoria non arriva neanche con un Pomigliano a lungo incapace di trarre i frutti della sua supremazia territoriale. Il Nardò fino a che non perde pure Antico, l’ultimo superstite del terzetto difensivo, sul quale ha costruito buona parte delle sue fortune stagionali, riesce in qualche maniera a sopperire al predominio avversario. Lo fa creando grande densità sulla trequarti, sfruttando il prevedibile e insistito ricorso al lancio lungo del Pomigliano e rintuzzando la principale arma offensiva ospite, ovvero le traiettorie alte sulle palle inattive, in prevalenza da calcio d’angolo.
Un atteggiamento utilitaristico al quale il Nardò è costretto dall’emergenza, ma anche da un appannamento della condizione fisica, che a questo punto è un dato ormai acclarato. Il Nardò autorevole, brillante e battagliero pre-sosta non c’è più. E così dopo il Grottaglie, in verità molto più incisivo nell’elaborare la sua manovra offensiva,  è costretto a soffrire anche l’iniziativa del terzo peggiore attacco del campionato, quello appunto del Pomigliano. Adagiandosi passivamente sul vantaggio maturato ancora una volta alla prima occasione utile e assolutamente incapace di sfruttare gli inevitabili spazi concessi dall’avversario. Incide la giornata poco felice degli attaccanti esterni, ma non solo, perché manca pure chi riesca ad innescarli, imbroccando il tempo della giocata o la misura dell’appoggio.
Renna, alle prese con il classico dilemma della coperta corta, rivolta la formazione attribuendo ruoli inediti a Montenegro e Difino. L’esterno (Montenegro) diventa difensore centrale di destra, il centrocampista (Difino) invece laterale di destra al posto del compagno retrocesso in terza linea. Si libera così un posto a centrocampo per un Marzocchi ancora lontano da una condizione accettabile, il quale ha come partner un Giordano reduce da una settimana di acciacchi. E’ probabilmente la somma di tutti questi handicap la prestazione partorita dal Nardò, che una volta trovato il vantaggio si contrae nella propria area e si rivela fortemente impacciato nel tentativo di far ripartire l’azione.
Nell’atmosfera irreale, ma dissennatamente ciclica, di una gara giocata a spalti vuoti, è il Pomigliano a confezionare la prima azione da rete, all’8’. E’ Panico a mettere in area dalla destra un velenosissimo cross, che proprio sulla linea di porta trova la provvidenziale deviazione in angolo di Antico, in anticipo su un La Cava ben appostato per la deviazione vincente. In una domenica in cui la manovra fraseggiata per il Nardò è un miraggio, l’unica eccezione è l’azione che porta al gol del momentaneo vantaggio. Vero è che gran parte del merito è di Difino, protagonista di una irresistibile percussione, ma prima che la palla giunga al giovane centrocampista granata, la manovra si snoda tra Rizzi e Rescio. Quattro passaggi di fila, fino all’inzuccata vincente di Rizzi, rappresentano una sorta di record di giornata. Ma decisiva, come si diceva è l’accelerazione di Difino, che ricevuta palla, salta un avversario, affonda sulla fascia, e poi dall’altezza della bandierina serve un preciso cross in area per Rizzi. Bravissimo poi, l’ex brindisino, a mirare sul palo alla sinistra di Di Costanzo e a battere di precisione il portiere avversario con una inzuccata radente al legno.
Sbloccato il risultato dopo appena dieci minuti il Nardò però non riesce ad andare oltre ad una gara di puro sacrificio tattico. Si difende con ordine, coprendo ogni spazio la squadra di Renna, non riuscendo però a fare altro. Per lo sterile Pomigliano del primo tempo può bastare. I campani infatti si limitano a collezionare angoli e vanno al tiro solo al 21’. Schioppa però, disturbato da un compagno,  alza la mira da buona posizione. Su palla inattiva, una punizione dal limite, il tentativo di Vitagliano al 37’, con il pallone che sorvola la traversa. Sull’altro fronte Di Costanzo si complica la vita da solo (31’) non trattenendo una innocua punizione di Rizzi, ma nessuno ne approfitta; Rescio invece al 35’ cade in area di rigore avversaria dopo un contatto sospetto, ma almeno l’arbitro ha il buonsenso di non ammonirlo per simulazione. Di questi tempi è già tanto.
La tattica della resistenza ad oltranza adottata dal Nardò in difesa del prezioso vantaggio subisce un primo colpo con l’ingresso in campo di una seconda punta di ruolo nelle file ospiti. Con Romano accanto a La Cava e il dirottamento dell’attivissimo e rapido Panico sulla destra, cresce la pericolosità offensiva del Pomigliano, che ha sempre in Vitagliano il centrocampista ispiratore della manovra. Con questa mossa gli attacchi della  squadra di Seno diventano meno monocordi e più corali. La stoica resistenza del Nardò si frantuma  poi non appena Antico sventola bandiera bianca, dal momento che il Pomigliano trova immediatamente due gol nel giro di altrettanti minuti, sempre con La Cava, di cui soltanto uno, per fortuna, valido.
Il Nardò non ha neanche il tempo di assestarsi dopo il varo dell’inedito terzetto difensivo composto da Montenegro, Lomasto e Febbraro, che La Cava è già libero di colpire indisturbato di testa da calcio d’angolo. Fortunatamente nel corso del tragitto bandierina-area di rigore il pallone oltrepassa la linea bianca e il particolare non sfugge al guardalinee: gol annullato. Ma la resa è solo rinviata di due minuti e giunge al 16’. Sugli sviluppi di uno dei 12 corner battuti complessivamente dai granata napoletani, c’è la sponda aerea Di Loreto e la deviazione sottomisura di un La Cava, nuovamente libero di colpire, stavolta di sinistro.
La reazione del Nardò è isolata e si esaurisce nella deviazione di testa a fil di palo di Di Piedi, al 18’, su una punizione battuta dalla trequarti da Febbraro. Per il resto è una supremazia costante del Pomigliano, che con un Nardò chiaramente in bambola, si protende alla ricerca anche del vantaggio. E lo fa giocando palla a terra e manovrando con una certa incisività, pur non collezionando chiarissime occasioni da gol. E’ quasi sempre Panico l’uomo dell’ultimo passaggio e al 26’ va pure al tiro, a chiusura di una triangolazione, anticipando la chiusura di un difensore, con il tiro che sfiora il palo. Poi imbecca La Cava, anticipato da Mirarco in uscita, e al 37’ manda al tiro Romano, la cui inzuccata pecca però di precisione e potenza.
L’espulsione di Lagatta per doppia espulsione al 39’ rinfranca nello spirito un Nardò ormai esausto nelle gambe, tanto che i granata collezionano in pochi minuti i loro tre angoli di giornata. E proprio sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, al 41’, Rescio sfiora l’inatteso raddoppio con una girata improvvisa da distanza ravvicinata, che chiama Di Costanzo ad una istintiva smanacciata in angolo. E’ l’ultima emozione di una domenica interlocutoria a livello di classifica. Il doppio turno casalingo va in archivio senza scalfire l’immutato tesoretto di cinque punti sulla zona play-out. Ora però il calendario diventa molto più impegnativo. E senza una inversione di tendenza vi è il rischio di ritrovarsi presto con la pressione di non dover sprecare nulla per non compromettere una intera stagione.                            

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