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venerdì 10 maggio 2013

Nardò - Potenza 3-0


NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Antico, Taurino; Montenegro, Difino, Marzocchi (29’ s.t. Trofo), Rescio, Pasca (37’ s.t. Saracino); Bagnoli (22’ s.t. Recchia), Corvino. In panchina: Sakho, Lomasto, Vigliotti, Ratta. All. Renna.
POTENZA (3-4-3) Della Luna; Vaccaro, Schettino, Raspaolo (29’ s.t. Spiezia); Ripoli, Tancredi, Ambrosino, Polichetti; Lancellotti (19’ s.t. Guarnera), Grieco, Limatola (36’ s.t. Trerotola). In panchina: Falcone, Savoia, D’Ambrosio, Nolè.  All. Agovino.
ARBITRO: Paterna di Teramo.
NOTE: espulso Grieco (P) 3’ s.t.; ammoniti Taurino, Trofo, Bagnoli, Recchia. Angoli 5-1 per il Nardò.

Magari una vittoria non luccicante dal punto di vista estetico, ma terribilmente importante. Anche perché quando si è costretti ad improvvisare una prima linea di pesi piuma e con l’innato istinto di girare al largo dall’area di rigore, neanche affrontando il fanalino di coda del campionato, la vittoria può essere data per scontata. Nella domenica in cui contava la sostanza e non la forma, il Nardò si conferma una terribile macchina da punti, capace di superare qualsiasi situazione di emergenza. Otto quelli messi in saccoccia nell’ultimo mese, nonostante la mancanza di un terminale offensivo, di cui il Nardò sostanzialmente non dispone più dall’ormai lontana partita con l’Ischia. Eppure con la forza dei nervi, una buona dose di cinismo, la solidità della sua difesa  e il fondamentale contributivo realizzativo di inattesi carneadi del gol, il Nardò è riuscito a superare brillantemente anche l’emergenza numerica provocata dalla ristrutturazione delle seconde linee, coincisa con la raffica di squalifiche piovute in casa granata dopo il derby con il Taranto.
La gara con il Potenza, ridotto a brandelli dal mercato di dicembre e ricostruito con un esercito di under (otto nella formazione di partenza) già svezzati alla categoria, si è svolta sulla falsariga ampiamente prevista alla vigilia. Nardò in formazione obbligata con Corvino e Bagnoli a comporre una inedita prima linea di un atipico 3-5-2, in attesa del transfer di Di Piedi, e Rescio unico volto nuovo in campo a comporre con Pasca una sorta di catena di sinistra, lungo la quale il Nardò, soprattutto nel primo tempo, ha cercato con insistenza la giocata giusta per sbloccare il risultato. Sull’altro fronte un Potenza schierato con un 3-4-3, trasformatosi subito in 4-5-1 non tanto per una espressa volontà dei lucani di votarsi ad una gara di solo contenimento passivo, ma per manifesta incapacità di intessere una manovra in grado di avanzare il fronte del gioco.
Tocca quindi al Nardò assumere l’iniziativa, senza però riuscire a conferire profondità e incisività alla manovra. Predominio territoriale e costante possesso palla non si traducono così in incursioni pericolose in area avversaria, anche per il mancato inserimento dei centrocampisti. Sulla sinistra è molto attivo Rescio e proprio da quella fascia ha origine il primo brivido per la porta del Potenza dopo due minuti: Della Luna smanaccia in uscita un cross, pallone raccolto da Montenegro, il cui destro da fuori area non inquadra lo specchio della porta. Corvino veste i panni del rifinitore al 6’ quando apparecchia un gran sinistro dal limite di Pasca, che incoccia su un difensore potentino e finisce in angolo. Il Potenza si vede in avanti soltanto al 7’ e per poco non approfitta dell’unico black-out difensivo dei granata: Ripoli trova il corridoio giusto per penetrare indisturbato in area, ma giunto quasi al limite dell’area piccola trova la sontuosa chiusura di Taurino, che va ad estirpargli il pallone dai piedi. Dopo un altro tentativo dalla media distanza, questa volta di Bagnoli al 15’ ecco allora l’episodio che trae d’impaccio il Nardò.
Corre il 17’ quando Corvino appena dentro l’area, quasi all’altezza del vertice sinistro, punta Ambrosino per saltarlo in dribbling e si procura il calcio di rigore. E’ lo stesso attaccante granata a trasformare dal dischetto con un tiro appena teso, che si insacca alla sinistra di Della Luna.  A questo punto la gara prende la piega più favorevole per il Nardò anche perché la reazione del Potenza è frutto di un sussulto nervoso e non di una logica di gioco e produce soltanto un angolo e un tiro-cross di Limatola, che al 27’ incoccia sulla parte esterna dell’incrocio dei pali e poi finisce sul fondo, con Mirarco comunque ben piazzato sulla traiettoria. Ci sono poi i continui errori nei passaggi in fase di ripartenza penalizzano le buone intenzioni dei potentini. 
Si vede lontano un miglio che la partita è ormai chiusa e il sogno del Potenza di restare attaccato alla partita, nella speranza dell’episodio favorevole, svanisce dopo appena tre minuti di ripresa. Grieco, già ammonito, si becca un altro cartellino giallo nel tentativo di frapporsi all’incursione di un vivacissimo Rescio e lascia i suoi in dieci. Bagnoli potrebbe chiudere i conti già al 6’, ma manca clamorosamente la deviazione aerea da pochi metri. Il Nardò ha sempre più in pugno la gara, Marzocchi alimenta il gioco distribuendo palloni con lucidità e precisione, resta da migliorare la qualità dei cross dalle fasce per mettere definitivamente in archivio la gara.  Succede al 18’ quando Montenegro  è pronto a servire un preciso cross rasoterra  dalla destra, che trova Bagnoli ben appostato in area per la girata a rete a fil di palo. E’ incontenibile la gioia dell’indomito attaccante napoletano, che riscatta così una lunga serie di indecisioni sotto porta. Sta invece quasi diventando un abitudinario del gol Alessio Antico, che triplica al 28’, stavolta ricorrendo al pezzo forte del suo repertorio, il gol di testa. Sull’angolo di Corvino, l’inzuccata del capitano assume una parabola a spiovere, quindi tocca la traversa e carambola sulla spalla di Della Luna, proteso in volo e protagonista involontario della deviazione decisiva in rete.   
Nel restante quarto d’ora di gara il Nardò potrebbe addirittura dilagare e allungare l’elenco dei marcatori stagionali. Le palle gol capitano infatti sui piedi di Di Fino, Recchia e Rescio, ma talora manca la freddezza, talora la precisione. L’errore più clamoroso è quello di Recchia, che a porta vuota manca la deviazione vincente da pochi metri al 34’. La sua palla gol è il secondo atto dell’occasione mancata, appena qualche istante prima da Di Fino, che giunto in solitudine davanti al portiere Della Luna gli aveva tirato addosso. Ci prova poi Rescio, un minuto dopo, a piazzare il pallone a fil di palo, alla sinistra del portiere, non inquadrando lo specchio di porta per una questione di centimetri. Nel finale c’è lavoro anche per Mirarco, che si oppone in due tempi ad un bolide su punizione di Tancredi.
Quattro vittorie, altrettante sconfitte, il pareggio al Giovanni Paolo II, continua a restare uno sconosciuto. E il Nardò vola addirittura al settimo posto. Il cammino verso la salvezza resta però ancora molto lungo, anche perché le proiezioni lasciano supporre una quota salvezza di gran lunga più alta rispetto allo scorso campionato. Anche se questo Nardò continua a offrire sensazioni estremamente positive.  

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