Created with flickr badge.

lunedì 27 maggio 2013

Nardò - S.Antonio Abate 0-0

Play out ritorno
NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Lomasto, Taurino; Montenegro, Difino, Giordano, De Luca (dal 31’ s.t. Bagnoli), Vetrugno; Corvino (dal 41’ s.t. Rizzi), Rescio (dal 24’ s.t. Marzocchi). (Renna, Pasca, Lanotte, Abrescia). All. Sgobba.
 SANT’ANTONIO ABATE (4-4-2) Apuzzo; Giordano, D’Aniello, Lagnena, Scarparo; Amendola (dal 27’ s.t. Alfano), Eligibile (dal 15’ s.t. Sperandeo), Pontillo (dal 40’ s.t. Cirillo), Romano; Volpicelli, Tedesco. (Di Lorenzo, Perrella, Pastore, Martone). All. Fontanella.
 ARBITRO: Bichisecchi di Livorno
 NOTE: espulsi Scarparo (SA) al 36’ s.t. per proteste, Cirillo (SA) al 40’ s.t. per gioco violento e l’allenatore del Sant’Antonio Abate Fontanella al 46’ s.t; ammoniti Mirarco (N), Corvino (N), D’Aniello (SA), Giordano (SA). Angoli 6-2 per il Sant’Antonio Abate.




 Il Nardò non fallisce la seconda chance e brinda ad una storica salvezza. Dopo tante beffe atroci il tabù play-out è infranto, anche se i fantasmi di una nuova violenta delusione hanno aleggiato sul Giovanni Paolo II fino al triplice fischio finale. Ma evidentemente il destino di questa sfida senza appello era stato scritto nell’amarissimo pomeriggio del 5 maggio scorso. Il Sant’Antonio Abate aveva esaurito in quella partita il bonus degli episodi favorevoli, anche se da quel giorno il Nardò ha continuato imperterrito a collezionare e sciupare un numero spropositato di colossali palle gol. E così l’ultimo atto della stagione ha dispensato brividi e sofferenze sino all’ultimo iostante, ma il Nardò è rimasto avvinghiato con tutte le forze al suo campionato, quella serie D che il prossimo anno potrà disputare per la trentaquattresima volta nella sua storia. A patto ovviamente che la road-map fissata in settimana per il passaggio delle quote societarie alla nuova proprietà non incontri intoppi. Si attendeva da parte del Nardò una partita fatta di contenimento attivo, di ripartenze veloci, di ribaltamenti repentini , nella complicata ricerca di un punto di equilibrio tra prudenza e audacia.

Obiettivo perfettamente raggiunto nel corso di un primo tempo giocato con brillantezza e incisività. Funziona l’assetto tattico varato da Sgobba per i play-out, con una squadra elastica e dinamica a centrocampo ed ermetica in difesa nonostante un assetto poco rodato che ha nel solito superbo e insuperabile Taurino, l’unico punto di contatto con il terzetto difensivo dell’intera stagione. E così l’avvio di gara è tutto di marca granata. Veloci e ficcanti le incursioni di Rescio e Corvino, ma anche Difino, De Luca e Vetrugno sono spesso protagonisti dei fraseggi offensivi che aprono varchi nella retroguardia campana. De Luca per due volte ha la possibilità di andare al tiro in area avversaria, ma le sue conclusioni incocciano sui giocatori avversari. Montenegro si propone con continuità sulla sua fascia di competenza e al 13’ prova anche il tiro in corsa senza inquadrare però lo specchio di porta. E’ un lavoro ai fianchi costante che tiene lontano il Sant’Antonio Abate dalla metà campo granata. Ed è inevitabile che presto comincino anche a fioccare clamorose opportunità da rete. La prima capita al 19’ quando è perfetto il lancio in verticale di De Luca, tempestivo l’inserimento in corsa di Corvino che alza però di un niente la mira nel cuore dell’area di rigore campana. Al 28’ tocca a Rescio, su assist di Corvino, saggiare i riflessi di Apuzzo, che si salva con una respinta di piede. L’unico passaggio a vuoto della difesa granata si registra al 34’ quando Tedesco approfitta di una sponda aerea di Volpicelli per ritrovarsi nelle condizioni di battere a rete pericolosamente dal limite: ne viene fuori una insidiosissima conclusione a fil di palo. Ma è un episodio, perché prima che il primo tempo vada in archivio, il Nardò sciupa altre due opportunità. Ennesima incursione veloce al 41’, stavolta è Corvino ad ispirare la cavalcata di Montenegro, il cui diagonale in corsa trova la deviazione in angolo del portiere campano. E sugli sviluppi del corner Vetrugno trova lo spazio per un difficile avvitamento di testa, ma la sua inzuccata ravvicinata accarezza soltanto la parte alta della traversa. La partita cambia copione nella ripresa. Il Sant’Antonio Abate deve obbligatoriamente stringere i tempi, mentre il Nardò perde la sicurezza dei primi quarantacinque minuti.

 E così le parti si invertono e sono i campani ad affondare i colpi. Acquista incisività la manovra abatese, mentre il Nardò arretra il baricentro. Tedesco, quando può partire in progressione, si rivela l’irresistibile folletto conosciuto all’ultima di campionato, ma la retroguardia del Nardò trova sempre la pezza giusta per limitare i danni. La pressione ospite non produce limpide occasioni da rete. I campani provano a sfruttare angoli e punizioni per trovare l’episodio favorevole. Brividi al 13’ con gli abatesi che in un’area affollatissima provano per due volte la conclusione, ma i tiri vengono rimpallati. Mirarco si esalta al 21’ in una presa plastica in anticipo sugli attaccanti giallorossi, sugli sviluppi di un calcio di punizione. La paura imbriglia le gambe ma il Nardò si scuote al 25’ quando Montenegro affonda sulla destra, sul cross in area il velo di Marzocchi, libera al tiro Corvino, che calcia però addosso al portiere. La morsa offensiva del Sant’Antonio Abate, opprimente nella parte centrale della ripresa si attenua, ma il Nardò non riesce a sfruttare gli spazi che i napoletani inevitabilmente concedono.

 Bagnoli è molto mobile, ma poco lucido al momento della finalizzazione delle ripartenze. Finale inevitabilmente convulso e carico di tensione. Allarme rosso in area granata al 41’, quando Volpicelli riesce a colpire di testa, ma ne viene fuori un tiro centrale che Mirarco può neutralizzare senza affanni. Con la retrocessione che si avvicina i giocatori del Sant’Antonio Abate perdono la testa e fioccano i cartellini rossi. Scarparo se lo becca per una manata in faccia all’arbitro, dettata dalla foga nel reclamare un cartellino giallo per un giocatore del Nardò. Dura otto minuti invece la gara di Cirillo, che scalcia Montenegro e lascia i suoi in nove. Dopo sei minuti di recupero il fischio finale mette il sigillo sulla tanto agognata salvezza.

Michele Climaco per Nardocalcio.net

Nessun commento: