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venerdì 10 maggio 2013

Nardò - Trani 1-1


NARDO’ (4-2-3-1) Mirarco; Montenegro, Taurino, Vetrugno, Pasca; Difino (41’ s.t. Bagnoli), Marzocchi; Rizzi, Rescio, Corvino; Di Piedi (19’ s.t. Giordano). (Renna, Lomasto, Febbraro, De Luca, Lanotte). All. Sgobba.
TRANI (4-2-3-1) Musacco; Moretti, Naglieri, Sodano, Barile; Mesto, Amoroso; Pontrelli, Caichjian (13’ s.t. De Guido), Barone (1’ s.t. Bozzi); Sallustio (39’ s.t. Bartoli). (Troilo, Toffoli, Ginefra, Sgherza). All. Maggio.
ARBITRO: Manzi di Nocera Inf.
NOTE: espulsi Barile (T) 26’ s.t., Corvino (N) 27’ s.t.; ammoniti Amoroso, Sallustio e Montenegro. Angoli 10-6 per il Nardò.
Le ombre della zona play-out continuano ad allungarsi implacabilmente sul Nardò. Neanche contro il derelitto Trani arriva la tanto attesa vittoria. E le cifre degli ultimi due mesi di campionato si fanno sempre più impietose: cinque punti in sette partite, quattro delle quali giocate in casa. Cullandosi di settimana in settimana su una classifica che garantiva margini di rassicurante tranquillità, questo Nardò è riuscito a mangiarsi ormai quasi del tutto il vantaggio accumulato fino alla ventunesima giornata.
Quota 42, quella presumibilmente necessaria per porsi al riparo dalle sospette volate di fine stagione di molte squadre pericolanti, ad oggi per i granata appare come il miraggio di un’oasi nel deserto.  Né può confortare il gran numero di occasioni da rete sciupate fino all’espulsione di Corvino, che azzerando definitivamente il potenziale offensivo dopo la precedente sostituzione di Di Piedi, ha condannato il Nardò a venti minuti finali di angosciosa impotenza offensiva.  Né appare credibile catalogare il pareggio casalingo contro una squadra da tempo rassegnata alla retrocessione, come il classico incidente di percorso. La fatica immane compiuta per sbloccare il risultato, proprio sull’ultima azione del primo tempo, dopo aver dilapidato sei-sette limpide occasioni e l’incapacità di rimediare ad un gol subito in apertura di ripresa, sono segnali di un malessere profondo, di natura psicologica, tattica e strutturale.
L’unica nota positiva rispetto al recente passato è sicuramente venuta dalla produzione offensiva. Occorre però comprendere quanto per merito del nuovo assetto tattico, con la presenza contemporanea in campo di tutti i calciatori a vocazione offensiva, o quanto invece per la pochezza di un Trani, che al di là della generosità e dell’impegno messo in campo, rimane pur sempre la squadra che è stata capace di conquistare appena 4 punti in questo girone di ritorno e soltanto 12 in tutto il campionato. Del nuovo assetto disegnato da Sgobba sembra invece non essersene giovata per niente la retroguardia, al punto da concedere ben tre comodi tiri agli attaccanti tranesi nei primi venti minuti. La prima porzione di gara è infatti incredibilmente di marca tranese. Corvino, in una delle sue domeniche peggiori in fatto di precisione e lucidità sotto porta, spreca incredibilmente al 5’ una facilissima conclusione sottoporta, alzando un traversone smarcante di Difino.
Un errore che lascia il Nardò prigioniero delle sue paure e necessità impellenti e ringalluzzisce un Trani, che fa della aggressività e dell’intensità il suo marchio di gioco. Sallustio è poi una spina nel fianco della difesa neretina, spesso in affanno sulle accelerazioni del centravanti tranese. Vengono proprio dalle sue giocate i primi grattacapi per Mirarco, chiamato al 14’ a disinnescare una insidiosa parabola dal limite in mezza girata e due minuti dopo ad opporsi con una deviazione in angolo ad una conclusione scaturita al termine di una percussione centrale da slalomista. Un altro brivido scaturisce al 17’ da un tiro al volo del brasiliano Caichjian, che sorvola la traversa.
E’ il pericolo che scuote finalmente il Nardò che molle, lento e impacciato fino a quel momento, prova ad abbozzare una reazione decente con una superba progressione di Montenegro, che poi serve Rizzi il cui tiro sbatte su un difensore. La pressione del Nardò cresce col passare dei minuti e costringe il Trani a rintanarsi nei pressi della propria area di rigore. E’ proprio l’ex brindisino a giocare il maggior numero di palloni, talvolta esagera nella ricerca della soluzione personale, ma  quando al 30’ mette un invitante pallone a centro area per la testa di Corvino, la deviazione del numero 10 granata sorvola la traversa. Al 32’ è Rescio a pescare Rizzi sul secondo palo con un cross dalla sinistra, ma la deviazione è solo abbozzata. Due minuti Montenegro manca di un soffio la deviazione davanti alla linea di porta, sulla punizione tagliata di Corvino.
Quello del Nardò è ormai un assedio, ma il gol non arriva neanche al 40’ sul velenoso angolo di Rizzi, che si infrange sulla traversa. La sagra delle occasioni mancate si allunga al 45’ quando Corvino in fuga solitaria trova la deviazione in angolo di Musacco su una conclusione ravvicinata. Ma il sudatissimo vantaggio giunge proprio sugli sviluppi del tiro dalla bandierina: scambio corto e servizio per Corvino che dal limite con un diagonale di millimetrica precisione insacca a fil di palo.
 Tornato in campo con l’idea di poter comodamente gestire il sudato quanto meritato vantaggio, il Nardò dapprima fallisce il raddoppio con Rizzi (sinistro che sfiora l’incrocio dei pali) e dopo 8 minuti si rivede costretto a riprendere l’affannosa ricorsa al gol del successo. Il Trani pareggia con un tiro dalla propria metà campo del difensore centrale Sodano: un potente rinvio da almeno cinquanta metri che coglie Mirarco fuori dai pali e spinto dal vento si insacca beffardamente nel sacco. E’ una mazzata tremenda che manda in tilt il Nardò , che al 13’ rischia su un traversone che attraversa l’intero specchio di porta, prima della deviazione di Taurino in angolo.
Non manca il tempo per rimediare, ma il gol per il Nardò resta una montagna difficile da scalare nonostante una nuova raffica di opportunità. La prima capita a Rizzi, incapace di sfruttare un intervento a vuoto di Barile: il trequartista granata si invola verso la porta di Musacco, ma poi sfiora soltanto il palo alla destra del portiere. Al 19’ tocca a Rescio: palla al piede percorre una quarantina di metri, poi va al tiro da posizione defilata e a portiere battuto c’è il salvataggio sulla linea di Barile. Al 24’ è invece Corvino a involarsi verso la porta di Musacco, che si salva con una respinta con i piedi, sulla ribattuta l’attaccante granata ci prova in mezza girata, ma il pallone si stampa sulla traversa.
L’espulsione di Barile al 25’ sembra poter dare nuova spinta al tentativo del Nardò di riappropriarsi del risultato, ma l’espulsione di Corvino sul gol annullato a Rizzi fanno calare il sipario sul match. Accade al 27’ quando Rizzi su punizione, dal vertice corto dell’area di rigore, trova lo spiraglio giusto per battere Musacco. L’arbitro annulla, probabilmente per un presunto fallo sul portiere tranese, e Corvino (l’unico ammonito del Nardò fino a quel momento) si becca il secondo giallo per proteste. E poiché soltanto otto minuti prima Sgobba aveva sostituito Di Piedi con Giordano, il Nardò si ritrova con un potenziale offensivo praticamente azzerato nella fase topica del match.
L’esito del match è ormai scritto. Il Nardò non riesce più a pungere e sopraffatto dal nervosismo, non è in grado di escogitare nulla per creare pericoli alla retroguardia ospite. L’ultima frazione di gara si trasforma così in un lento e inesorabile supplizio nella domenica più amara della stagione.       

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