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lunedì 24 novembre 2014

Nardò - Trani 1-1

RETI: 35'st Albrizio (VT) su rig., 48'st Vicedomini (N) su rig.

NARDÒ: Picco, De Icco, Romeo, Vicedomini, Antico, Mancarella, Palmisano (16'st Rizzo), Di Silvestro (16'st De Razza S.), Bozzi, De Razza A. (23'st Longo), Caporale. A disposizione: D'Agostino, Fasiello, Franco, Gigante. Allenatore: Monaco
VIGOR TRANI: Orizzonte, Mazzilli, De Paolis (38'st Losappio), Cioffi, Rubini, Fabiano, Martinelli, Riontino, Cannone (23'st Cialdella), Albrizio, Di Gennaro (42'pt Quercia). A disposizione: Sansonna, Pinto, Pasquadibisceglie, Doumbia. Allenatore: Costantino

ARBITRO: Claudio Petrella (sez. Viterbo). ASSISTENTI: Mirko Angelo Cavallo (sez. Bari) e Alessandro Parisi (sez. Bari)
NOTE: Pomeriggio mite, temperatura intorno ai 16°. Terreno di gioco in buone condizioni.Ammoniti: Albrizio (VT), Romeo (N), Cioffi (VT). Espulsi: Antico (N) al 34'pt; Albrizio (VT) al 13'st per doppia ammonizione. Recupero: 3'pt; 4'st.

Il Nardò resta ancorato nella zona d’ombra in cui si è cacciato in seguito al doppio flop contro il Francavilla. Il rigore al fotofinish di Vicedomini evita una nuova clamorosa cilecca interna, ma lascia sul tappeto tutti i problemi di una squadra che appare stordita, involuta e ancora alla ricerca di una precisa identità. Certo non manca la generosità e la predisposizione al sacrificio alla truppa granata, ma quando la ricerca del gol è così affannosa, mentre in difesa ci si addormenta con tale estrema facilità, è quasi naturale incappare in un pomeriggio di tribolazione come quello vissuto contro il Trani.
I biancoazzurri ospiti hanno costruito la loro gara sui ricorrenti black-out individuali dei giocatori neretini, tanto da ritrovarsi in vantaggio e in superiorità numerica (fallo da ultimo uomo di Antico su Albrizio) senza mai aver neanche abbozzato un tiro verso la porta di Picco. E successivamente hanno sfruttato due generosi regali di Vicedomini e Romeo per filare pericolosamente verso la porta di Picco, decisivo nel neutralizzare una conclusione ravvicinata di Cannone in avvio di ripresa. Il Trani, insomma, attraverso una semplice quanto cinica gestione degli episodi, stava per conquistare una preziosissima vittoria. A conferma di quanto attenzione, compattezza ed equilibrio tattico siano elementi fondamentali per primeggiare in un torneo il cui tasso tecnico è terribilmente calato rispetto a qualche anno addietro. Certo bisogna pure aggiungere che, pur in inferiorità numerica e con le note difficoltà nello sviluppo della manovra, il Nardò ha colpito due legni con Bozzi e fallito con Di Silvestro una colossale occasione da rete. E pertanto il pareggio, agguantato per i capelli, sarà stato pure fortunoso ma ampiamente meritato.

Difesa e centrocampo a quattro accomunano lo schieramento tattico scelto da Monaco e Costantino. Il forfait in fase di riscaldamento del bomber tranese Manzari costringe il tecnico ospite a schierare Cannone al fianco di Albrizio. Monaco, assente Rana, ripropone lo schieramento con Antonio De Razza alle spalle di Bozzi, che può giovarsi dei tagli al centro degli esterni Palmisano e Caporale. Il Nardò assume subito l’iniziativa, senza però riuscire a concretizzare la sua supremazia territoriale. Il primo tiro, a lato, è di Mancarella, che raccoglie una respinta corta della difesa ospite su incursione di Caporale. Al 19’ Antonio De Razza sfiora il palo con un diagonale di prima intenzione in piena area. Il Trani è costretto a difendersi ma chiude bene gli spazi e non si concede la minima distrazione. Provvidenziale, al 31’, l’anticipo di testa di Riontino su Caporale, sull’ennesimo pallone messo in area di rigore dal Nardò dalle fasce. Il Nardò ha saldamente in mano ilo comando delle operazioni, ma la sua manovra offensiva manca di brillantezza.

Nelle rare sortite offensive il Trani si affida alle iniziative sulla sinistra di Di Gennaro, puntualmente rintuzzate. Ma al 35’ la retroguardia granata si fa infilare centralmente da Albrizio che sfugge ad Antico: il capitano prova a rimediare ma è scomposto nell’entrata sull’attaccante avversario e commette fallo. Rigore ed espulsione per fallo da ultimo uomo. Picco intuisce la direzione del tiro, ma la trasformazione dal dischetto dello stesso Albrizio è estremamente precisa e si infila proprio all’angolo basso alla destra del portiere. Il doppio schiaffo scuote il Nardò. La reazione granata è furiosa e arrembante, con Bozzi in gran spolvero. Il centravanti al 39’ si fa anticipare in extremis a due passi da orizzonte, su invito di Palmisano, poi colpisce due legni. E così al 47’ centra il palo dal vertice corto dell’area, mentre un minuto dopo irrompe in area lateralmente e fa tremare la traversa con una gran botta in diagonale.

L’incapacità di creare occasioni da rete in proporzione al possesso palla è un limite che si ripresenta anche in avvio di ripresa. L’unica vera occasione da rete (12’) è però di proporzioni davvero colossali e giunge sugli sviluppi di una bella combinazione ispirata da Antonio De Razza e rifinita da Caporale, con un tocco smarcante in orizzontale a beneficio Di Silvestro: il centrocampista tarantino, letale nelle conclusione dalla distanza, non ha freddezza e lucidità necessaria per il tiro da distanza ravvicinata e calcia in pratica addosso a Orizzonte. Un’occasione d’oro intervallata da due pericolose incursioni in area granata di Riontino e Cannone, che sfruttano due errori in disimpegno di Vicedomini e Romeo. E se il centrocampista tranese non inquadra lo specchio della porta è invece fondamentale il salvataggio di Picco, sulla conclusione ravvicinata di Cannone. Sul banco degli imputati in occasione del primo k.o. stagionale, il portiere di origini campane salva il Nardò dalla capitolazione definitiva, apponendo così anche la sua firma sul pareggio colto in extremis da Vicedomini. Nel prosieguo dell’azione, inoltre, Albrizio si becca un cartellino rosso.
Sembra che il Nardò possa finalmente pedalare a favore di vento, ma Orizzonte non viene più impegnato. C’è solo generosità e disperazione nell’assalto alla retroguardia tranese, mancano invece le idee, mentre si affievoliscono le forze. Vicedomini calcia angoli e punizioni in serie, fino all’episodio finalmente favorevole. Siamo già al terzo minuto di recupero, quando sull’ennesimo pallone indirizzato nel mucchio, nell’intasatissima area di rigore tranese, un difensore biancoazzurro colpisce il pallone con il braccio. Vicedomini trasforma dal dischetto con un tiro alto, che va ad infilarsi sotto la traversa. E’ il gol del sospiratissimo pareggio che impedisce al Trani di violare per la prima volta nella storia lo stadio di via XX Settembre dopo otto sconfitte e altrettanti pareggi. Finisce 1-1 come nell’ultima sfida, decisa da un clamoroso gol tranese dal cerchio di metà campo.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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