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lunedì 15 dicembre 2014

Nardò - Sporting Altamura 2-0

RETI: 38'st Caporale, 43'st Corvino

NARDÒ: Picco, De Giorgi, Mancarella, Fiorentino, Anglani, Montrone, Palmisano, A. De Razza (11'pt Papi), Bozzi (17'st Rana), Caporale, Corvino. A disposizione: Caroppo, Antico, De Icco, Gigante, Margagliotti.Allenatore: Ragno

SP. ALTAMURA: Iezenskj, Armento (39'st D'Introno), Cavaliere (13'st Tragni), Bucci, Cannito, Di Benedetto, Aloisio, Castoro (20'st Frascolla), Radicchio, Montemurro, Stefanini. A disposizione: Fiore, Rifino, Selvaggi, Chisena. Allenatore: Romano

ARBITRO: Igor Yury Paolucci (sez. Lanciano). ASSISTENTI: Paolo Giovanni Laghetti (sez. Taranto) e Fabio Donatelli (sez. Taranto)

NOTE: Pomeriggio mite, temperatura intorno ai 17°. Terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Mancarella, Montrone, Papi, Anglani, Antico (dalla panchina) (N), Castoro, Montemurro, Cavaliere, Tragni, Di Benedetto, Fiore (dalla pabchina) (SA). Espulsi: 35'st Tragni (SA) per doppia ammonizione, Mntemurro al 46'. Recupero: 3'pt, 4'st




Il Nardò risponde quasi sul filo di lana all’ultimo avviso di chiamata. Nell’affollato convoglio in viaggio verso la serie D ci sono anche gli uomini di Ragno. Vi salgono sospinti dai gol di Caporale e Corvino, lasciando a terra un Altamura pressoché perfetto nella sua organizzazione difensiva, ma del tutto impalpabile in avanti. Biancorossi ospiti un gradino sotto rispetto alle altre pretendenti alla vittoria finale, ma comunque in grado di rendere faticosissimo l’approdo del Nardò alla tanto agognata vittoria della svolta. Al punto da dover attendere gli ultimi cinque minuti di gara per scacciare i fantasmi che ormai da tre mesi aleggiavano sull’erbetta dello stadio di via XX Settembre, trasformandolo in una sorta di deserto delle occasioni perdute. Ma i granata sono stati bravi a crederci fino all’ultimo, senza farsi paralizzare dalla paura di fallire un appuntamento imprescindibile della stagione. E alla fine la gente granata ha potuto rivivere la gradevole sensazione di un successo casalingo, resa ancora più intensa dal lungo e tortuoso percorso affrontato per giungere al traguardo dei tre punti.

Per fiaccare la resistenza di un Altamura bravissimo a coprire ogni spazio, il Nardò ci ha messo ritmo, corsa e organizzazione. Una squadra in costante crescita quella di Ragno, che si è tenuta stretta l’iniziativa per tutti i novanta minuti, pur riuscendo a concretizzarla solo nei minuti finali. Picco non ha dovuto fare neanche una parata, perfettamente riuscito il trapianto di Anglani e Montrone nel cuore di una retroguardia che non si è concessa la minima disattenzione e ha offerto un importante contributo in fase di avvio della manovra. Una felice sorpresa l’altro debuttante di giornata, il giovane centrocampista Papi, subentrato all’infortunato Antonio De Razza: ha subito colpito un palo, ma soprattutto ha denotato personalità, lucidità e visione di gioco. Perfettamente a suo agio nel ruolo di centrocampista di riferimento Fiorentino, chiamato a non far rimpiangere l’assenza del monumentale Vicedomini. Certo si è tirato poco verso la porta di Jezinsky, rispetto al dominio esercitato a centrocampo, ma comunque Bozzi, Corvino e Palmisano hanno tenuto in continua apprensione una retroguardia ospite che fino alla capocciata vincente di Caporale aveva innalzato una barriera davvero insormontabile nella propria area di rigore.

Nardò subito aggressivo e propositivo, in grado di togliere fiato all’avversario in ogni zona di campo. Il progetto di Di Maio di trasformare il folto centrocampo in una rampa di lancio per le ripartenze dei rapidi Aloisio e Stefanini, resta una semplice ipotesi di lavoro. Stefanini, a dire il vero, prova un paio di incursioni nei primi minuti di gara, ma la difesa neretina è pronta a disinnescare le minacce. Poi la pressione del Nardò si fa così intensa da costringere l’Altamura a dedicarsi esclusivamente alla fase difensiva. Al 12’ è già allarme rosso in area murgiana: Papi, appena entrato, colpisce in mezza girata il palo sugli sviluppi di una punizione di Fiorentino, sulla ribattuta Palmisano non è pronto al tap-in vincente. Ancora Papi in evidenza, due minuti dopo, con un gran destro che costringe Jezenskj alla smanacciata in angolo. E’ il momento migliore del Nardò: doppio tentativo di Palmisano al 15’, che prima trova lo stinco di un difensore, poi non inquadra la porta. E’ difficile trovare spazi negli ultimi sedici metri e Bozzi prova ad andare a prendersi il pallone tra le linee, ma nell’affondo sia allunga la sfera e consente il recupero al portiere biancorosso. In evidente difficoltà si rifugiano nel fallo tattico i centrocampisti altamurani per limitare i danni, caricandosi di gialli che risulteranno decisivi nel finale. L’ultimo brivido del primo tempo scaturisce da un velenoso cross di Mancarella, che attraversa l’intera area di rigore ospite e termina di un soffio a lato.

La pressione del Nardò prosegue senza sosta anche nel secondo tempo, ma le palle gol latitano. I granata sfondano sugli esterni, in particolare con Palmisano e Corvino che saltano con facilità l’uomo, ma sui palloni alti domina la retroguardia altamurana. Implacabili Cannito e Di Benedetto nello spazzare la loro area o nel mettere pressione sul collo degli avanti neretini. Bozzi trova la deviazione aerea al 14’, ma non lo specchio della porta. Ragno si gioca la carta Rana e il nuovo entrato al 33’, servito proprio all’altezza del dischetto, esita un attimo di troppo in fase di controllo, consentendo l’ennesima chiusura difensiva. La gara di Tragni, subentrato all’infortunato Cavaliere dura una ventina di minuti: il nuovo entrato si becca due gialli in pochi minuti e lascia i suoi in dieci al 35’. Il Nardò dopo aver tirato il fiato e concesso qualche iniziativa all’Altamura, costringe nuovamente gli avversari ad abbassarsi davanti alla propria area di rigore. E il forcing finale stavolta produce i tre punti così spasmodicamente cercati. Una punizione di Fiorentino, che costringe Jezensky alla deviazione in tuffo, fa da prologo al vantaggio che arriva a sei minuti dal novantesimo. Dal successivo calcio d’angolo spunta la deviazione vincente di testa di Caporale, al suo terzo gol stagionale. L’equilibrio è rotto e al 43’ Corvino chiude definitivamente i conti, sull’ennesimo affondo di Palmisano. L’ex copertinese penetra in area, Di Benedetto sembra chiuderlo, ma il numero 7 granata approfitta di un rimpallo favorevole per disegnare l’assist vincente per Corvino, che in tuffo trova la deviazione in porta di petto. Gol numero 19 in maglia granata per il grande protagonista della salvezza ai play-out di due stagioni fa. Grazie ad uno sforzo generoso e appassionante riesce dunque l’impresa di conquistare il fortino altamurano. Il Nardò c’è e il primo posto ora è più vicino.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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