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lunedì 8 dicembre 2014

Nardò - Vieste 0-0

NARDÒ: Picco, De Giorgi, Mancarella, Vicedomini, Romeo, De Icco, Palmisano (41'st De Razza A.), Fiorentino, Bozzi, Corvino, Caporale. A disposizione: Caroppo, Antico, Gigante, Papi, De Razza S., Rizzo. Allenatore: Ragno

VIESTE: Tucci, Augelli P., De Carlo (43'st Sciangalepore), Koumane (13'st Ricucci), Sollitto, Camasta, Augelli R., Di Claudio, Salerno, Colella, Quaresimale (35'st Silvestri). A disposizione: Liocco, Pafundi, Tedesco, Rubino. Allenatore: Olivieri

ARBITRO: Giovanni Sanzo (sez. Agrigento). ASSISTENTI: Claudio Scoppio (sez. Molfetta) e Francesco Fallacara (sez. Molfetta)

NOTE: Pomeriggio mite, temperatura intorno ai 17°. Terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Vicedomini (N), Colella, Sollitto, De Carlo (V). Espulsi: 32'st Sollitto (V) per doppia ammonizione. Recupero: 1'pt



Se non fosse per la sequela ormai imbarazzante di punti (nove) lasciati finora per strada sul campo amico, il pareggio contro la capolista Vieste non sarebbe da trascrivere sulla colonna delle occasioni perdute. La sfida-clou andata in scena allo stadio di Via XX Settembre è stata all’altezza delle aspettative: vibrante, combattuta, emozionante, agonisticamente spettacolare. E ricca anche di spunti sotto porta. I pericoli dalle parti di Tucci non sono stati minori per qualità e quantità da quelli corsi da Picco, decisivo in un paio di circostanze pur nel contesto di una prestazione macchiata dalla solita avventatezza in uscita. Nessuna delle due contendenti è però riuscita a rompere il sostanziale equilibrio di una gara giocata a viso aperto. E’ mancato insomma il guizzo decisivo.

Buon per il Vieste, che conferma i sei punti di vantaggio sull’orda delle inseguitrici, male per il Nardò che cercava il successo in grado di innescare un circolo virtuoso, in grado di rendere realistico il progetto di una sempre più complicata rimonta. Forse, però, quella trasformazione che, per dirla con il compianto Lucio Dalla, stiamo tutti aspettando, è già iniziata. Il Nardò ha denotato estrema attenzione in fase di copertura, organizzazione, compattezza, una riconoscibile idea di gioco, ma si è rivelato ancora leggerino in avanti e incapace di colpire al momento opportuno. Certo, non va però dimenticato, aveva di fronte un Vieste che gioca a memoria e che, sospinto dai risultati raggranellati nel corso di un entusiasmante e produttivo girone d’andata, ha acquisito padronanza e sicurezza, tipica di quelle squadre che sanno di essere forti.

Un Vieste schierato dal tecnico Olivieri con una difesa a quattro, Colella in cabina di regia, Quaresimale sempre pronto agli inserimenti offensivi e il “colored” Kuame ad agire praticamente in linea con Salerno e Rocco Augelli in fase di possesso palla. Nardò in campo con un 4-4-2 imperniato su Vicedomini, che finalmente sgravato da compiti di interdizione, discretamente assolti dall’esordiente Fiorentino, ha potuto dedicarsi con maggiore tranquillità all’impostazione della manovra, che ha avuto in un rigenerato Palmisano la principale spina nel fianco per la munita retroguardia ospite. Frizzante e dinamico, talora egoista ma quasi mai al tiro, invece, Corvino, all’inizio della sua terza vita in maglia granata.

Subito propositivo il Vieste che costringe il Nardò a guardarsi alle spalle. A giovarsene è un Palmisano in gran spolvero che trova gli spazi per affondare i colpi sulla fascia destra e al 5’ è fondamentale l’anticipo di Camasta su Bozzi, destinatario di un preciso assist in piena area. Il Vieste mette i brividi con una punizione dal limite di Colella (12’) che sfiora il montante. Metabolizzata l’ottima partenza ospite, il Nardò sale di tono e riesce a portare nelle sue mani l’inerzia del match. Ed è proprio nella seconda metà della prima frazione di gara che gli uomini di Ragno offrono il meglio del loro repertorio. Manovra aggressiva che si sviluppa palla a terra.

Il primo intervento di Tucci scaturisce però da un calcio piazzato: il portiere ospite disinnesca un colpo di testa dal limite di Romeo (22’) su punizione di Vicedomini. Un fuorigioco trasforma in fumo la più bella realizzazione stagionale di Bozzi (24’), autore di una precisa e potente conclusione a fil di palo. Il Nardò insiste e manda in affanno gli esterni difensivi ospiti. Bozzi (27’) penetra in area dal lato corto dell’area di rigore e chiama Tucci alla parata sul primo palo. Al 40’ tocca a Palmisano sfondare sull’out di destra, diagonale al fulmicotone, che brucia le mani al portiere gialloblù, Sollitto rinvia lontano ed evita guai peggiori. Pur sotto pressione, non è passivo l’atteggiamento del Vieste, che proprio allo scadere trova il pertugio per una conclusione in area di Rocco Augelli, che giunge però innocua tra le mani di Picco.

Dopo l’intervallo le due squadre tornano in campo con la voglia di giocarsela ancora una volta a viso aperto. Corvino tenta subito la giocata spettacolare, ma la sua sforbiciata termina a lato. Il Vieste è sempre pronto a ripartire e all’11’ Picco è costretto ad uscire tre metri fuori dalla sua area di rigore per anticipare di testa Rocco Augelli lanciato a rete, immediato ribaltamento di fronte e Sollitto ferma con le cattive la percussione di Palmisano. Rischia grosso il Nardò tra il 17’ e il 18’. Una scriteriata uscita di Picco lascia campo libero a Rocco Augelli in piena area: il bomber viestano perde però attimi preziosi nel controllo del pallone e concede al portiere di riposizionarsi sulla traiettoria del tiro, intercettato. Il capocannoniere del torneo prova a rifarsi un minuto dopo su punizione, ma sfiora solo il montante. E’ ormai un susseguirsi di emozioni nella bolgia del Giovanni Paolo II. Le due squadre macinano gioco con foga sempre più crescente e sugli spalti si trattiene il fiato. Prevale la delusione quando la deviazione verso la porta di Corvino (23’) su angolo di Vicedomini, incoccia su Quaresimale a un metro dalla linea di porta, senza nessun granata pronto a ribadire in rete; prevale il sollievo per lo scampato pericolo quando Picco si allunga per intero sulla sua sinistra per intercettare un velenoso e potente rasoterra di Colella dal limite dell’area. L’espulsione per doppi ammonizione di Sollitto (32’) rinvigorisce la speranza, ma il Nardò ha ormai perso la lucidità necessaria per tentare un attacco ragionato alla retroguardia viestana, subito puntellata dall’ingresso di Silvestri. Ed è proprio lui, sull’ultimo affondo, l’autore della chiusura decisiva su Bozzi, servito in area da Antonio De Razza.

Lo 0-0 finale è l’approdo naturale di una gara giocata senza risparmio di energie. Peccato per l’attesa di un nuovo scontro diretto casalingo, andata nuovamente delusa. Domenica prossima, contro l’Altamura, l’ultima chance per cambiare passo tra le mura amiche, rivelatesi finora più zavorra che risorsa.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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