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venerdì 16 gennaio 2015

Nardò - Casarano 3-1

RETI: 20'pt Tedesco (C), 23'pt rig. Vicedomini (N), 26'pt Vicentin (N), 19'st Rana (N)

NARDÒ: Pino, Starita, Mancarella, Vicedomini, Anglani, Montrone, Palmisano (30'st Corvino), Fiorentino, Vicentin, Rana (39'st Papi), Palazzo (44'st Simone). A disposizione: Caroppo, De Giorgi, Antico, Mazzeo. Allenatore: Ragno.

CASARANO: Serrano, Luperto (20'st Procida), Manisi, Casalino, Sportillo, Zaminga, Carminati, Puglia, Negro (44'st Savino), Marino, Tedesco (44'pt Regner). A disposizione: Pellegrino, Tarsilla, Amato, Rosciglione. Allenatore: Toma.

ARBITRO: Simone Biffi, di Treviglio.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura 17°, terreno in brutte condizioni. Ammoniti: Vicentin, Anglani, Papi (N), Carminati (C). Espulsi: Recupero: 2'pt, 5'st



Il Nardò dribbla con il talento dello slalomista provetto la trappola derby. E la spietata disinvoltura con la quale abbatte l’ambiziosissimo Casarano, desideroso di riemergere in fretta dai fiumi carsici di un grigio girone d’andata, rappresenta la legittimazione definitiva del nuovo corso. Una prova di forza che infonde ulteriori certezze e schiude prospettive sempre più stimolanti. E così, temutissimo alla vigilia, il derby più avaro di soddisfazioni della storia calcistica neretina si trasforma in un trionfo. Il Nardò vince sfruttando la sicurezza derivante dalla propria organizzazione di gioco. Ha la fortuna di riagguantare in un baleno lo svantaggio, ma dimostra nell’arco dei novanta minuti una evidente superiorità nella capacità di imporre la sua idea di gioco, di coprire con efficacia ogni zona del campo e colpire al momento opportuno.
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L’evanescenza del Casarano non è insomma soltanto il frutto di una possibile giornata storta, ma è soprattutto indotta dall’aggressività e dall’energia sprigionata dagli uomini di Ragno, che tolgono fiato agli avversari in ogni zona del campo. Fiorentino e Vicedomini giganteggiano a centrocampo e così i loro dirimpettai casaranesi non riescono ad azionare la giocata con la necessaria velocità. Quando vi riescono Tedesco trasforma in oro la verticalizzazione di Zaminga, ma per il resto i tre uomini della prima linea rossoazzurra rimangono privi di rifornimenti, grazie anche all’ottimo lavoro di ripiegamento dei due esterni d’attacco granata Palazzo e Palmisano, abili a interpretare le due fasi e sempre pronti a dare supporto ai colleghi di fascia Starita e Mancarella. Non c’è invece altrettanta predisposizione al sacrificio negli uomini d’attacco sull’altro fronte e così la difesa rossoazzurra va spesso in affanno, fino a rischiare una sconfitta dalle dimensioni molto più pesanti.

Ci sono tre esordienti nel 4-4-2 di Ragno: debutta Pino, tesserato in extremis in seguito al grave infortunio di Picco; l’assenza per squalifica di Caporale offre una ghiotta a Starita, che diventa il terzo under dell’undici di partenza; prima gara in maglia granata anche per il pezzo da novanta del mercato dicembrino, un Vicentin subito implacabile. E’ Rana il partner del punteros argentino, mentre Corvino finisce in panchina. Nel Casarano sorprende l’utilizzo di Puglia nel ruolo di laterale sinistro di una difesa a quattro, Zaminga agisce davanti alla difesa, mentre Tedesco è il terminale offensivo di una prima linea che finirà con il soffrire la scarsa verve di Negro e Carminati.

Dopo una breve fase di studio sono i granata ad assumere l’iniziativa e all’8’ Palmisano scalda le mani ad un Serrano difettoso nella presa, ma lesto a rimediare prima del tap-in di un Vicentin subito in agguato. Sul primo angolo ospite (14’) la difesa granata si dimentica di Carminati, che colpisce di testa in piena area ma spedisce alto. Pronta la replica di un ispirato Rana (15’) che converge al centro e lascia partire un gran destro dal limite che si perde di un soffio a lato. Il Nardò insiste e la sponda aerea di Vicentin si trasforma in un assist per Palmisano (17’) che in mezza girata non trova di poco lo specchio di porta. Tre minuti dopo il Casarano trova inaspettatamente il vantaggio: Zaminga innesca Tedesco con una precisa verticalizzazione, l’ex gallipolino scatta sul filo del fuorigioco e in corsa piega le mani con un gran sinistro a Pino: il portiere granata è sulla traiettoria, prova ad opporsi, ma la sfera tocca la parte interna della traversa e si insacca.

Ma la gioia ospite dura un baleno e il Nardò riesce subito a rimettersi in corsa: Fiorentino aggancia un pallone appena dentro l’area e trova l’opposizione fallosa di Zaminga. E’ il 22’ e Vicedomini, al terzo rigore stagionale, ristabilisce la parità con un tiro a mezza altezza che spiazza Serrano. E’ la fase più emozionante della partita, che regala emozioni a getto continuo. Tre minuti ancora e Vicentin imprime il suo sigillo sul match: sul traversone dalla sinistra di Mancarella, il centravanti argentino tocca di quel tanto di testa per insaccare a fil di palo. Estremamente positiva la prova di Vicentin, che si rivela non solo un riferimento fisico in mezzo all’area, ma dimostra capacità di giocare con gli altri e una pregevole intesa con Rana suo partner d’attacco. Va inoltre a disturbare le ripartenze avversarie, al punto tanto da beccarsi un cartellino giallo. L’uno-due manda in confusione il Casarano, che nel finale di tempo perde anche Tedesco.

La reazione casaranese non si concretizza neanche in avvio di ripresa. Gli uomini di Toma che pure nulla hanno da invidiare agli avversari quanto a qualità individuale, ancora non abbinano pericolosità offensiva ad equilibrio tattico. Il Nardò ne approfitta per affondare ancora i colpi e mettere al sicuro il risultato. Ed è proprio Rana, protagonista al 12’ di una spettacolare forbiciata, a chiudere i conti. Al 19’ il talentusoso attaccante neretino raccoglie un suggerimento di Vicedomini sulla trequarti, supera un avversario e fila indisturbato verso Serrano al quale non lascia scampo. Il doppio svantaggio deprime ancor più gli uomini di Toma, che si fanno vedere pericolosamente dalle parti di Pino solo alla mezzora con Carminati, il cui diagonale è deviato da un leggero tocco di un difensore granata. Il Nardò sfiora a ripetizione il 4-1 con Vicentin, Palazzo e Vicedomini: l’argentino sfiora il palo; i suoi compagni, a tu per tu con Serrano, calciano addosso al portiere casaranese.

La domenica più temuta regala il Nardò più convincente della stagione e una vittoria interna nel derby che mancava da 37 anni, dalla stagione 1977-78. All’epoca Nardò e Casarano militavano in serie D e fu uno scontro salvezza. I granata si salvarono poi all’ultima giornata nella storica sfida al cardiopalma contro il Pineto. Da allora sette pareggi e una sconfitta. Insomma una domenica da incorniciare.

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