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martedì 26 maggio 2015

Nardò - Mazara 0-0

NARDÒ: Caroppo, De Giorgi, Mancarella, Vicedomini, Anglani, Fiorentino, Palmisano (36’st Montinaro), Gigante, Vicentin, Rana (22’st Corvino), Palazzo (42’st De Razza A.). In panchina: Picco, Antico, Starita, Caporale. Allenatore: Ragno

MAZARA DEL VALLO: Iacono, Esposito, Cammareri (34’st Accetta), Fontana, Lombardo, Pirrone, De Benedictis N. (19’st Rosella), Li Causi (11’st Erbini), Alagna, Bono, Falsone. In panchina: Ingrassia, Nizzola, Lunetto, Spata. Allenatore: Terranova

ARBITRO: Enrico Maggio di Lodi (Basile-Micaroni)

NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura 20°. Ammoniti: Palmisano, Mancarella, Gigante (N), Li Causi, Cammareri (M). Recupero: 2’pt, 5’st. Osservato un minuto di silenzio per i caduti della Prima guerra mondiale. All’andata finì 2-2.



La corsa continua, ma il viaggio verso il sogno della serie D prosegue senza squilli di tromba. Al Nardò basta non concedere generosi regali per tagliare il traguardo della finale. Il Mazara si accontenta invece di restare aggrappato al suo sogno sino alla fine, senza però fare nulla per sovvertire lo svantaggio maturato nella gara d’andata. Ne scaturisce una gara per nulla emozionante, tatticamente bloccata, con il Nardò incapace di imbastire una manovra aggirante o una accelerazione efficace e un Mazara paradossalmente catenacciaro, ma implacabile nel chiudere ogni spazio.E’ evidentemente la solidità difensiva la qualità principale dei gialloblù siciliani, corroborata dal ricorso ad una difesa a tre (Esposito, poi spostato sull’esterno per mettere la museruola a Palazzo, Fontana e Lombardo) e da un centrocampo foltissimo che non lascia respiro alle iniziative del Nardò. In avanti, però Bono e De Benedictis sono abbandonati a sé stessi e restano privi di rifornimenti. Il dirottamento di Fiorentino in difesa abbatte drasticamente la efficacia della prestazione granata nella zona nevralgica del campo. Il possesso del Nardò è sterile, la circolazione della palla macchiata da ricorrenti errori di misura e dall’incapacità di innescare le punte. E quando Vicedomini prova ad aprire il gioco sugli esterni, le folate di Palazzo e Palmisano trovano la granitica retroguardia ospite sempre pronta a puntuali chiusure.

E così dopo una fugace fiammata iniziale, con un Nardò subito aggressivo e capace di far spiovere in area avversaria traversoni insidiosi, il match si trasforma in una recita per nulla ammaliante e priva di colpi di scena. Sarà forse la stranezza del copione, con il Mazara che bada solo a difendersi, a mandare in confusione il piano tattico del Nardò. Gli uomini di Ragno tengono costantemente l’iniziativa, si avvicinano all’area avversaria, ma per 25 minuti mai un pallone viene indirizzato dalle parti di Iacono. E’ senza pretese la deviazione aerea di Vicentin, subito dopo un tentativo acrobatico dell’ex De Benedictis, completamente fuori misura. L’attaccante argentino ci riprova al 28’ con un diagonale subito intercettato dal muro difensivo gialloblù e con una inzuccata che sorvola la traversa al 42’, sugli sviluppi di una punizione di Fiorentino. Per attendere una combinazione in grado di aprire una breccia nella difesa ospite bisogna attendere il 43’. Un rasoterra filtrante di Palazzo lancia Rana verso la porta avversaria, Iacono è estremamente reattivo e in uscita disturba la conclusione dell’attaccante granata che si spegne sull’esterno della rete.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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