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mercoledì 28 ottobre 2015

Nardò - Gallipoli 2-1

RETI: 17’pt Malcore (N), 1’st Negro (G), 11’st Palmisano (N)

NARDÒ: Chironi, Cassano (21’st Versienti), Caporale, Vicedomini, Martinez, Strumbo, Palmisano, Gigante, Malcore (30’st Lattanzio), Montinaro (30’st Corvino), Presicce. A disposizione: Liaci, Balistreri, Mancarella, Stranieri, Signore, Facecchia. Allenatore: Antonio Mazzotta (Nicola Ragno squalificato).

GALLIPOLI: Calderaro, Mauro, Difino, Mbida, Bianchi, Gigante, Negro (43’st Zaccaro), Benvenga (1’st Portaccio), Cris (21’st Buccarella), Pirretti, Mangiarotti. A disposizione: Polo, Lai, Foschini, Iurato, Martena, Maglione. Allenatore: Antonio Germano.

ARBITRO: Antonio Severino (Campobasso). Assistenti: Ruben Testa (Campobasso) e Fabio Pasquale (Campobasso).

NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura intorno ai 22°, terreno di gioco in discrete condizioni. Spettatori circa 2000. Divieto di trasferta per i sostenitori di fede ospite. Ammoniti: Mbida, Pirretti (G), Vicedomini, Palmisano (N). Espulsi: 34’pt Mbida (G) per somma di ammonizioni, 48’st Buccarella (G) per un colpo a Gigante. Recupero: 1’pt, 4’st.

Altro che facile preda. Il Gallipoli si rivela un osso duro, ma non fino al punto di interrompere la marcia trionfale del Nardò, che confeziona il quinto successo consecutivo. In dieci per circa un’ora, un Gallipoli intraprendente e generoso rende dura la vita ai granata, che si illudono di potersi prendere il derby con irrisoria facilità. Illusione coltivata già dopo trenta secondi quando Palmisano semina il panico nelle retrovie nemiche, ma Malcore manca la finalizzazione. Ad alimentare l’idea che il derby del Salento sia una pura formalità giunge poi il vantaggio siglato proprio dall’ex leccese dopo 16 minuti di gara. Dopo l’espulsione di un irruento e falloso Mbida (34’) la sfida che torna al Giovanni Paolo II dopo undici anni, sembra trasformarsi in un tiro al bersaglio. Il Gallipoli però resiste al tornado grazie alle parate di Calderaro e agli errori di mira di Malcore, Montinaro e Presicce.
E al ritorno in campo si compie l’ineffabile legge dell’imprevedibilità del derby, una sorta di zona franca, dove grinta, ardore e intensità agonistica valgono più dei valori tecnici. E così tocca a Negro beffare l’esperto Martinez, con la complicità di un rimpallo, e riportare la gara in equilibrio con un diagonale di precisione chirurgica che non lascia scampo a Chironi. La reazione del Nardò è veemente e rabbiosa e tocca al solito Palmisano, sempre più a suo agio nell’inedito ruolo di bomber, riaffermare la supremazia granata. Il Nardò riacciuffa il vantaggio, torna ad avere in pugno il destino del match, senza però riuscire a chiudere definitivamente i conti.
Derby double-face con un Nardò che nel primo tempo domina, costruisce palle a gol a bizzeffe, ma sbaglia anche tanto, per poi subire una involuzione nel corso della ripresa e soffrire la verve agonistica di un Gallipoli più dinamico, che pur senza provocare danni tiene comunque in apprensione gli uomini di Ragno. Difetti che probabilmente non sarebbero emersi con un Lattanzio in campo fin dal primo minuto. L’uomo del match di Torre del Greco probabilmente non avrebbe sprecato tante palle gol, come si è visto in occasione del gol annullato per un fuorigioco millimetrico nei minuti finali del match. E a quel punto il derby si sarebbe rivelato meno complicato di quanto è poi invece stato. E’ probabile che sull’opaco secondo tempo del Nardò abbia inciso un calo di concentrazione o un peccato di presunzione generati, forse inconsciamente, dalla superiorità numerica.  E che l’atteggiamento per nulla rinunciatario e la dinamicità del Gallipoli abbia indotto i calciatori in campo, anche una volta riacciuffato il vantaggio, a gestire il resto del match senza rischiare nuove sorprese.
Derby con tanti assenti. Ragno deve rinunciare ad Allegrini, Lanzolla, Lanzillotta e Ricciardo, mentre Lattanzio non è al meglio e va in panchina. Germano oltre alle assenze degli squalificati Frigerio, Rosato e Franzese deve fare i conti anche con il forfait di Lorusso. La cronaca del match è un primo tempo a senso unico. Malcore manca il controllo in piena area dopo appena 25 secondi, sull’invito di un travolgente Palmisano. La sfida Malcore-Caldararo vive il primo atto già al 7’, con l’ex leccese che dribbla un difensore e di sinistro chiama il portiere gallipolino alla deviazione in angolo. Messo in moto da una punizione battuta velocemente da Vicedomini, il centravanti sfiora nuovamente il vantaggio al 9. Ma il primo gol stagionale dell’ex giallorosso è solo rimandato di qualche minuto e giunge al 16’: Malcore si fionda sull’ennesima verticalizzazione di capitan Vicedomini e beffa Calderaro in uscita con un preciso rasoterra.
Il Gallipoli offre una sensazione di impotenza nonostante giochi a viso aperto. Le sue ripartenze non provocano mai danni e producono soltanto due conclusioni da fuori area di Mangiarotti e Mbida, che Chironi blocca agevolmente. Il centrocampista camerunense del Gallipoli cresciuto nel settore giovanile dell’Inter è chiaramente di una spanna superiore ai suoi compagni di squadra, ma si rivela estremamente falloso negli interventi sui calciatori avversari. Graziato in un paio di circostanze dal direttore di gara, si becca il secondo giallo al 34’ per un fallo su Malcore. Il Gallipoli accusa il colpo e il finale di tempo è un monologo granata. Malcore (39’) e Montinaro (40’) esaltano i riflessi di Calderaro, ma peccano anche di precisione. Presicce grazia invece il portiere gallipolino con un diagonale di un soffio a lato sul palo più lontano, dopo uno slalom tra quattro avversari.
Da posizione analoga non sbaglia invece Negro in apertura di ripresa: l’attaccante esterno gallipolino sfugge a Martinez approfittando di un rimpallo e buca Chironi con un diagonale chirurgico. Il pareggio scatena la rabbiosa reazione del Nardò, che già al 5’ sfiora il nuovo vantaggio. Azione tambureggiante in area gallipolina ci provano in successione Vicedomini, Presicce e Palmisano il cui tiro sfiora la traversa. I neretini, tutti protesi in avanti, rischiano però sulle ficcanti ripartenze ospiti con Negro sempre pronto ad attaccare gli spazi.  All’8’ Calderaro intercetta un traversone del solito Palmisano, anticipando in uscita Malcore e Montinaro. Il 2-1 è nell’aria e giunge al 10’: Malcore serve un assist a Palmisano che confeziona un diagonale al fulmicotone di esterno destro che si infila sotto la traversa. 

Si ricomincia e il solito Negro impegna Chironi alla respinta. Il nuovo campanello d’allarme consiglia probabilmente prudenza al Nardò. Il Gallipoli resta in partita, senza però giungere mai dalle parti di Chironi, mentre l’ingresso di Lattanzio e Corvino (in campo nell’ultimo  quarto d’ora) non servono a dare la scossa al Nardò.  Finisce 2-1 e tutti a casa felici e contenti: il Gallipoli per aver tenuto testa al valoroso avversario fino al fischio finale in un testa-coda dall’esito apparentemente scontato e nonostante la menomazione dell’inferiorità numerica; il Nardò per aver agguantato un successo che conferma la  leadership granata sul campionato e per una partenza sprint che nella storia del calcio neretino è a questo punto seconda soltanto a quella del mitico Nardò di Boccolini e Giangrande che all’ottava giornata del campionato 1983-84, battè il Crotone per 2-0 collezionando così sette vittorie e un pareggio in avvio di torneo.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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