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lunedì 5 ottobre 2015

Nardò - San Severo 4-0

RETI: 18’pt Palmisano, 33’st Lattanzio, 39’st e 46’st Montinaro

NARDÒ: Chironi, Cassano, Caporale, Vicedomini, Martinez, Allegrini (13’st Strumbo), Palmisano, Gigante, Ricciardo (13’st Corvino), Presicce (28’st Montinaro), Lattanzio. A disposizione: Liaci, Balistreri, Versienti, Facecchia, Prinari, Malcore. Allenatore: Nicola Ragno.

SAN SEVERO: Di Michele, Natino, Mustone, Grieco, Cipolletta (30’st F. Favilla), Capone (34’st , Morsillo (28’st Milani), Tricarico, Evacuo, Rossi, Favetta. A disposizione: Mennella, D. Favilla, Di Fiore, Mastrangelo, Rolli, Florio, De Bellis. Allenatore: Severo De Felice.

ARBITRO: Fabio Mattia Festa (Avellino). Assistenti: Alessandro Imparato (Napoli) e Andrea Nasti (Napoli).

NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura intorno ai 25°. La Prefettura di Lecce ha imposto la disputa della gara a porte chiuse. Ammoniti: Cipolletta (SS). Espulsi: /. Recupero: 1’pt, 3’st.
Brindare al primato nel clima spettrale di uno stadio deserto. Ha un retrogusto amaro il gioioso sbarco del Nardò sulla vetta del girone H del campionato di serie D. Testimoni dell’evento i soli addetti ai lavori, a seguito dei provvedimenti prefettizi successivi alla sassaiola contro il pullman della Virtus Francavilla, dopo la gara di Coppa Italia. L’impresa è maturata al termine di una settimana travagliata, che evidentemente non ha minato la tranquillità di una squadra sempre più autorevole e determinata.




 L’ennesima vittoria di questo brillante inizio di stagione è giunta con puntualità rassicurante, quasi senza forzare. E’ sembrato che il Nardò attendesse il naturale evolversi degli eventi per piegare la resistenza del San Severo. Palmisano ha aperto la breccia, poi è toccato a Lattanzio e Montinaro completare l’opera, dopo la reazione senza sostanza di un avversario incapace di incidere. Nomi sempre più ricorrenti nel tabellino dei marcatori di questo avvio di campionato, in attesa del primo squillo di un Ricciardo certamente generoso, ma ancora poco lucido in fase realizzativa.

Ragno abbandona il 4-3-3 di Coppa e torna al 4-4-2, in versione ultraoffensiva con Presicce e Palmisano a lavorare ai fianchi la munitissima difesa a cinque sanseverese. Un modulo interpretato dagli uomini in campo in maniera molto dinamica con Presicce, Lattanzio e Palmisano a scambiarsi le posizioni intorno a Ricciardo e con lo stesso centravanti talora pronto ad arretrare per favorire gli inserimenti centrali dei compagni. A centrocampo un Vicedomini in evidente crescita si carica la squadra sulle spalle, come nei momenti migliori, con Gigante a coprirgli le spalle. Nel San Severo Evacuo è all’esordio stagionale in attacco al fianco del già rodato Favetta, mentre il prolifico Rossi (già 4 gol in campionato) giostra da mezzala a centrocampo.

Il Nardò impone subito un netto predominio territoriale, costringendo il San Severo sulla difensiva. Già dopo 5 minuti Di Michele è chiamato alla chiusura in uscita su Ricciardo, al 9’ Presicce non imprime forza ad una pregevole parabola diretta sul palo più lontano. L’impressione è che gli uomini di Ragno stiano preparando il colpo in grado di fulminare l’avversario. Il San Severo inizialmente sembra in grado di chiudere ogni varco, pur con qualche affanno. Con il passare dei minuti però il Nardò imprime sempre maggiore fluidità e intensità alla sua manovra e nel muro difensivo giallogranata cominciano ad aprirsi crepe sempre più evidenti. E al 22’ è Palmisano ad affondare il colpo decisivo, in uno dei suoi tagli al centro. Sul traversone dalla sinistra di Vicedomini, spizzicato da Ricciardo, Palmisano fulmina di testa il portiere ospite con una deviazione da distanza ravvicinata.
La reazione del San Severo si esaurisce in un rasoterra di Favetta, reso insidioso da una deviazione, che trova però Chironi pronto alla parata. Per il resto è una ricerca costante del raddoppio da parte del Nardò, che libera con facilità i suoi attaccanti al tiro in area avversaria. Già al 25’ Ricciardo si ritrova a tu per tu con Di Michele, che si oppone alla sua conclusione. Nel tiro al bersaglio da segnalare anche i tentativi di Gigante (29’), ancora di Ricciardo (32’), ma l’opportunità più clamorosa la spreca Presicce che spreca un assist smarcante di Ricciardo, calciando addosso al portiere da distanza ravvicinata. Il tempo si chiude con una uscita a valanga dell’estremo difensore sanseverese sui piedi di Ricciardo lanciato a rete.

L’odore di raddoppio resta nell’aria e al ritorno in campo dopo l’intervallo il San Severo si fa più intraprendente. Gli uomini di De Felice guadagnano metri, ma le manovre offensive mancano di ispirazione e incisività. E’ anzi Lattanzio (15’) a sfiorare il raddoppio: assist di Presicce, controllo in piena area e diagonale che si perde di un soffio a lato. Nel frattempo con l’ingresso di Corvino al posto di Ricciardo, Ragno torna al 4-3-3 di Coppa. Le pretese di rimonta del San Severo procurano un solo brivido alla porta di Chironi: al 21’ punizione di pochi centimetri a lato di Favetta. L’ingresso di Montinaro ridona verve all’azione offensiva granata . E la superiorità del Nardò torna ad emergere con nettezza. E’ proprio il nuovo entrato a mettere lo zampino su tutti e tre i gol che nell’ultimo quarto d’ora di gara, rendono vistoso il punteggio finale. E’ un cross dalla sinistra del nuovo entrato ad armare la staffilata vincente di Lattanzio al 35’. Poi Montinaro trafigge Di Michele su punizione (38’), con un tiro che va insaccarsi all’altezza della base del palo e completa il poker granata proprio al 90’ con un tiro che beffa il portiere ospite con la complicità della deviazione di Natino. Punizione forse eccessiva per un San Severo in grado comunque, pur con tutti i suoi limiti, di restare avvinghiato alla partita per 75 minuti. Ma è forse destino che i giallogranata debbano perdere a Nardò sempre con punteggi rotondi (0-3, 94-95; 0-5, 96-97)
Il vessillo granata torna dunque a sventolare in cima al campionato di serie D. Non accadeva da quattro anni, dalle imprese dei ragazzi di Alessandro Longo, il cui sogno andò poi in frantumi a causa di una devastante crisi societaria.



Michele Climaco per Nardogranata.com

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