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lunedì 23 novembre 2015

Nardò - Marcianise 0-0



NARDÒ: Chironi, Cassano, Caporale, Vicedomini, Strumbo, Lanzolla, Palmisano, Lanzillotta (21’st Presicce), Lattanzio, Montinaro (21’st Gigante), Malcore (32’st Corvino). A disposizione: Liaci, Signore, Versienti, Mancarella, Facecchia, Ricciardo. Allenatore: Nicola Ragno.

MARCIANISE: M. Barone, Ciano, D’Apolito (14’st Fossa), Lopetrone (22’pt Rossetti), Follera, Lagnena, Sorrentino, Baratto, Sperandeo (32’st Conte), V. Barone, Leone. A disposizione: Zeoli, Piscitelli, Valoroso, D’Anna, Masi, Figliolia. Allenatore: Rosario Campana.

ARBITRO: Alberto Santoro (Messina). Assistenti: Marco Capolupo (Matera) e Pasquale Martinelli (Matera)

NOTE: pomeriggio nuvoloso e ventilato, temperatura intorno ai 17°, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: D’Apolito (M), Rossetti (M), M. Barone (M), Malcore (N), Ciano (M). Espulsi: Lattanzio (N). Recupero: 3’pt, 4’st.


E giunse la domenica dell’abdicazione. Dopo sette settimane di regno granata, il Nardò cede lo scettro del girone alla Virtus Francavilla. L’addio al primato si concretizza al termine di una recita stanca. Vana l’attesa di un guizzo insperato, in grado di regalare un lieto fine. La domenica dell’auspicata riscossa conferma che il Nardò ha per il momento smarrito la strada che conduce alla vittoria. La catena dei pareggi non si spezza neanche contro un Marcianise annunciato in caduta libera. E invece i gialloverdi campani, dopo aver subito ben sei gol nelle ultime due esibizioni, concedono una sola occasione da rete. Malcore la spreca clamorosamente e si tratta di un errore che a tempo scaduto il Nardò rischia di pagare addirittura con una sconfitta.
Il Marcianise, infatti, si divora letteralmente il gol della vittoria al secondo minuto di recupero, quando Sorrentino finalizza malamente un contropiede letale, sparando addosso a Chironi l’assist confezionato da Barone, protagonista di una galoppata solitaria. E così nella domenica in cui i granata scoprono di aver smarrito un po’ tutto (vittoria, gol, gioco), resta almeno la consolazione di non aver gettato alle ortiche anche una serie positiva che si allunga ora a dieci giornate. Unica nota positiva di una partita da archiviare nel cassetto delle prestazioni più opache. E che ha come contraltare l’espulsione di Lattanzio, maturata in fase di recupero e che priverà ora il Nardò per almeno due settimane dell’unico attaccante in grado di assicurare una certa continuità realizzativa.
Ragno opta per il 4-4-2, probabilmente l’unico modulo adatto per far coesistere Vicedomini e Lanzillotta a centrocampo. Un assetto che richiede però un contributo decisivo dagli esterni, ma a rivelarsi all’attesa delle aspettative è il solo Palmisano. Deludono invece Cassano, Caporale e Montinaro. L’inatteso forfait di Martinez porta al varo dell’inedita coppia difensiva Lanzolla-Strumbo, che supera la prova non concedendo praticamente nulla alle ripartenze ospiti. In avanti la scelta cade su Lattanzio e Malcore, a conferma che Ragno ha per il momento riposto nel cassetto l’idea di schierare un centravanti di ruolo. Sull’altro fronte Campana stravolge il Marcianise inguardabile di sette giorni prima, travolto a domicilio dal Potenza. Sono ben sei i cambi nella formazione di partenza: sfuggono al repulisti i due centrali difensivi (Lagnena e Follera), il centrocampista Lopetrone, l’attaccante esterno Barone e la bandiera gialloverde, il carismatico Ciano, arretrato però addirittura sulla linea dei difensori. Cambiano gli uomini, non il modulo, un 4-3-3 versione trasferta, pronto a trasformarsi in un 5-4-1 in fase di non possesso con il ripiegamento di Lopetrone sulla linea dei difensori e di Barone e Sorrentino a centrocampo.
I proclami della vigilia cozzano subito contro il momento no della squadra. L’impatto sul match è infatti fiacco e molle. Manca anche quella grinta e quell’ardore messo in campo a Galatina contro il Potenza. La gara del Nardò è un assalto convulso, sostanzialmente senza idee, ad un Marcianise concentrato principalmente sulla necessità di non prendere gol. I gialloverdi di mister Campana in verità non rinunciano a contrattaccare: Sorrentino è una spina nel fianco della retroguardia granata, ma le incursioni ospiti evaporano sistematicamente al momento dell’ultimo passaggio e producono qualche corner e nulla più. Non hanno migliore fortuna le incursioni di Palmisano, l’unico in grado di dare una scossa ad una manovra di gioco compassata e improduttiva.
La manovra d’attacco del Nardò si regge in pratica sulle accelerazioni offensive dell’ex copertinese e da quella fascia giungono i cross dai quali scaturiscono i tentativi di Malcore (sinistro a lato al 17’), Lattanzio (conclusione non distante dallo specchio di porta al 25’) e ancora Malcore (rasoterra debole dal limite al 27’). Il Marcianise metabolizza senza problemi il ko di Lopetrone: entra Rossetti e Baratto si accentra e va ad occupare la posizione del compagno infortunato. Il portiere marcianisano Barone è chiamato al primo vero intervento soltanto al 28’, quando deve alzare sulla traversa una insidiosa deviazione aerea di Montinaro.
Il Nardò non riesce ad essere maggiormente incisivo neanche in avvio di ripresa. E quando Caporale mette in area un pallone invitante, Lattanzio è anticipato ad un metro dalla linea di porta da un difensore. La pressione è sterile, manca il ritmo necessario per mandare in affanno un Marcianise che con il passare dei minuti pensa solo a difendersi. Ragno prova a rinvigorire la prima linea con l’inserimento di Presicce. Ed è proprio lui a fornire a Malcore un assist smarcante sugli sviluppi di un tiro d’angolo, ma l’ex leccese alza sulla traversa da ottima posizione. E’ l’unica vera occasione costruita dal Nardò nel corso del match. Poi ci provano, sempre di testa, Presicce (28’) e Palmisano (30’) ma senza fortuna.
Il finale di gara si consuma nella metà campo gialloverde e la scintilla non scocca neanche dopo l’inserimento di Corvino. Nel recupero il Nardò perde Lattanzio e rischia di perdere anche la partita. L’attaccante neretino colpisce con una manata un avversario negli estenuanti preliminari di una punizione dal limite, che Corvino, dopo una pantomima durata circa due minuti, calcia sulla barriera. Sulla respinta Barone, palla al piede, con il Nardò tutto sbilanciato in avanti, è protagonista di una solitaria galoppata nel deserto. Dopo una corsa di cinquanta metri chiama al tiro Sorrentino, la cui conclusione è intercettata di piedi da Chironi. Siamo agli sgoccioli dei quattro minuti di recupero e stavolta la dea bendata non volge le spalle al Nardò. E il pareggio assume un sapore meno amaro.


Michele Climaco per Nardogranata.com

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