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domenica 8 novembre 2015

Nardò - Potenza 0-0

NARDÒ: Chironi, Cassano, Caporale, Vicedomini, Martinez, Strumbo, Palmisano, Lanzillotta (29’st Presicce), Lattanzio, Montinaro (29’st Gigante), Malcore (23’st Ricciardo). A disposizione: Liaci, Versienti, Lanzolla, Mancarella, Facecchia, Corvino. Allenatore: Nicola Ragno.

POTENZA: Napoli, Riccio, Blandi (14’st Navas), Oretti, P. Esposito, Liccardi, M. Esposito, Giacinti, Simeri (40’st Campanella), Miocchi, De Stefano (26’st Jeda). A disposizione: Di Costanzo, Lolaico, Bitancourt, Vitale, Tommasiello, Cinque. Allenatore: Salvatore Marra.

ARBITRO: Lorenzo Gentile (Seregno). Assistenti: Francesco Nocella (Paola) e Moreno Francesco Longo (Paola).
NOTE: pomeriggio soleggiato, temperatura intorno ai 19°, terreno di gioco in buone condizioni. Gara che si disputa allo “Specchia” di Galatina a causa del rifacimento del manto erboso del “Giovanni Paolo II” di Nardò. Spettatori 1.300 di cui un centinaio di fede ospite. Ammoniti: M. Esposito (P), Strumbo (N), Caporale (N), Presicce (N), Navas (P). Espulsi: /. Recupero: 0’pt, 4’st.


Il Nardò si inceppa sul più bello. Nella domenica del possibile allungo record sulle inseguitrici, il Potenza mette la museruola ai granata. Allo Specchia di Galatina matura un pareggio a reti bianche sostanzialmente giusto, che interrompe due strisce positive degli uomini di Ragno. Si ferma a quattro la serie delle vittorie casalinghe, a sette invece il numero di gare consecutive con almeno due gol all’attivo. Il rallentamento si rivela comunque indolore ai fini della classifica. Resta il rimpianto di non aver portato a +5 il vantaggio sul secondo posto, ma il Nardò, Virtus Francavilla a parte, non perde terreno su nessuna delle dirette concorrenti, finendo addirittura con l’allungare su Taranto e Pomigliano.
La gara con i lucani, indecifrabile alla vigilia quanto a reale coefficiente di difficoltà, si rivela combattuta ma inaccessibile. Il Potenza dimostra che le performance dell’era Marra (11 punti in 6 gare) poggiano su fondamenta divenute, partita dopo partita, sempre più solide. I rossoblù, destinati a recuperare molte posizioni in classifica, si rivelano blindatissimi nella fase difensiva e rapidissimi nel ripartire nello spazio. La voglia di successo del Nardò offre spazi invitanti e sui piedi di Simeri, che colpisce un palo, capitano le due palle gol più limpide del macht. Non sono però le uniche ripartenze in cui il Potenza rischia di far male. Ci pensa infatti un sontuoso Martinez a disinnescare con un paio di chiusure provvidenziali affondi ad alto grado di pericolosità.
La gara del Nardò è invece caratterizzata da tanta spinta, molto possesso palla, ma pochissime conclusioni. Insomma si costruisce tanto, ma non si finalizza quasi mai. Il Potenza si difende a cinque e occupa diligentemente ogni spazio, rendendo difficoltoso il rifornimento alle punte, che devono accontentarsi di palloni sporchi o tiri dalla distanza. Insomma una di quelle gare che si possono vincere solo sfruttando la volubilità del caso. Il Nardò crea qualche opportunità nel quarto d’ora finale, quando comprensibilmente il Potenza abbassa il baricentro a difesa del prestigioso pareggio, senza però mai trovare la giocata in grado di spaccare l’equilibrio. E così matura un pareggio quasi inevitabile, che nulla toglie all’eccezionalità del rendimento finora offerto dalla compagine neretina.
Marra corregge in chiave difensiva il modulo adottato nel vittorioso match casalingo contro il Gallipoli: il 4-3-3 si trasforma così in 5-3-2 con Marco Esposito e Blandi a chiudere i corridoi laterali agli inserimenti di Palmisano e Montinaro; l’ex tarantino Oretti dirige le operazioni a centrocampo; Simeri (5 reti all’attivo) è il terminale offensivo che si avvale del supporto di De Stefano. La strategia del tecnico ospite Marra è chiara: intasare gli spazi e rilanciare palla su Simeri, sempre pronto a scattare nelle retrovie nemiche sul filo del fuorigioco. Ragno torna al 4-4-2, lancia nella mischia dal primo minuto Lanzillotta e torna ad utilizzare Montinaro come quarto under. In avanti stavolta tocca a Malcore far coppia con Lattanzio.
Determinazione, grinta e voglia di vincere del Nardò è quella di sempre. Gara subito intensa e avvincente, con i granata pronti a premere sull’acceleratore, ma presto costretti a fare i conti con l’assoluta mancanza di spazi. Il Nardò s’impiglia nella ragnatela del Potenza, ma i lucani non pensano solo a difendersi. E al 19’ Simeri scatta sul filo del fuorigioco e con una parabola velenosa di esterno destro, colpisce il palo. In fase difensiva il Potenza arretra in massa e rende problematico lo sviluppo della manovra offensiva granata. Il Nardò non trova sbocchi centralmente e non riesce a sfondare neanche sulle fasce.
Lattanzio è l’unico a riuscire a destreggiarsi nello stretto in area avversaria, nonostante il puntuale raddoppio di marcatura. Da una sua iniziativa (36’) nasce un assist in diagonale per Malcore che scivola al momento della deviazione. Secondo brivido per il Nardò al 39’: sugli sviluppi di una punizione Liccardi anticipa tutti di testa sotto misura, col pallone che sorvola la traversa. Per registrare il primo intervento del portiere potentino Napoli bisogna attendere un diagonale da posizione decentrata di Malcore al 41’. Il biondo attaccante di San Donaci proprio al 45’ è autore di una bella galoppata, rovinata però da un tiro sconclusionato.
L’avvio di ripresa ricalca lo stesso copione del primo tempo. Il Nardò ci prova con un destro dal limite di Vicedomini (8’), che Napoli neutralizza in due tempi, anticipando il possibile tap-in di Malcore. Emozioni a raffica tra il 13’ e il 14’ con una clamorosa opportunità per parte. Lattanzio manca clamorosamente il bersaglio di testa a pochi centimetri dalla porta avversaria, mentre il Potenza sempre a bile a ripartire in velocità ha la ghiotta opportunità di sbloccare il risultato con il solito Simeri. Lancio in profondità per il centravanti rossoblù, Martinez lo tallona costringendolo a decentrarsi leggermente, Chironi in uscita intercetta poi la botta del centravanti potentino.
La spinta del Nardò si fa a corrente alternata e Ragno rimodella assetto e formazione, con l’inserimento di Ricciardo, Presicce e Gigante, senza però particolari benefici. La spinta del Nardò riacquista intensità e finalmente un minimo di incisività solo nei dieci minuti finali di gara. Passaggio filtrante per Presicce che tira dal dischetto e spedisce di un soffio a lato al 38’, centrale l’inzuccata di Lattanzio al 41’ su cross dalla fascia di Caporale e infine Presicce indirizza in area avversaria un pallone che ballonzola pericolosamente nell’area piccola, senza trovare un compagno pronto alla zampata vincente. Tutto sommato poco per sperare di intascare i tre punti.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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