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sabato 5 dicembre 2015

Nardò - Francavilla Sinni 1-1


RETI: 30’pt Malcore (N), 4’st Gasparini (F)

NARDÒ: Chironi, Cassano, Mancarella, Vicedomini, Lanzolla, Allegrini (40’st Martinez), Palmisano, Lanzillotta, Malcore (33’st Corvino), Montinaro (21’st Facecchia), Presicce. A disposizione: Liaci, Strumbo, Martinez, Versienti, Gigante, Signore, Caporale. Allenatore: Nicola Ragno.

FRANCAVILLA IN SINNI: Liccardo, Colonna, Solitro (28’st Cavaliere), Sekkoum, Pagano, Mannone, D’Auria, Gasparini, Marzullo (15’st Nicolao), Marino (40’st Fanelli), Aleksic. A disposizione: Scalese, Marziale, Calandriello, Chidichimo, Pisani, De Marco. Allenatore: Antonio Amatucci (squalificato Ranko Lazic).

ARBITRO: Francesco Luciani (Roma 1). Assistenti: Domenico Fontemurato (Roma 2) e Rocco Carnevale (Frosinone).

NOTE: pomeriggio soleggiato, temperatura intorno ai 17°, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Solitro (F), Allegrini (N), Palmisano (N), Presicce (N), Cavaliere (F), Gasparini (F). Recupero: 2’pt, 4’st.


La vittoria resta un’illusione. Il Nardò accarezza solo per un tempo l’idea di un successo liberatorio. Non basta il gol di Malcore, nel cuore di un primo tempo interpretato in maniera convincente, ad interrompere la serie delle gare senza lo straccio di un sorriso. Ora sono sei. Un filotto numericamente sovrapponibile a quello dei successi a raffica maturati tra la quarta e la nona giornata. Sembra dunque proseguire in maniera apparentemente inesorabile la fase di ridimensionamento delle ambizioni maturate nel periodo aureo di inizio stagione. Il primato ritrovato, sia pure in coabitazione con Virtus Francavilla e Pomigliano, stavolta è davvero episodico, un puro dato statistico.
Inutile farsi illusioni, questo Nardò non pare attrezzato per un campionato di vertice, privo com’è del requisito dell’affidabilità e del cinismo delle squadre solide e compiute. D’altronde il Francavilla in Sinni non si dimostra quell’avversario irto e scomodo immaginato alla vigilia. I lucani esibiscono sì un fraseggio compito ed elegante, ma non creano alcun serio pericolo alla porta di Chironi. E in effetti il pareggio di Gasperini, lasciato libero di colpire di testa da pochi metri in un’area affollatissima, scaturisce da calcio franco, sugli sviluppi di un corner. Il Francavilla ha però la capacità, tipica delle grandi squadre, di colpire al primo lampo e di gestire poi il risultato senza affanni.
Manca al Nardò invece l’astuzia e il mestiere di far suo un incontro sostanzialmente sotto controllo. Qualcuno potrebbe aggiungere che manca anche la fortuna, ma la nona rimonta subita in quindici gare riporta in ballo il discorso dell’affidabilità. In avvio di stagione (Isola Liri, Gallipoli, Aprilia) i granata (a proposito, maglia dispersa dopo una fugace apparizione) avrebbero reagito con slancio, schiumato rabbia per riacciuffare il vantaggio. La reazione all’episodico pareggio del Francavilla è invece blanda: manca il piglio di una squadra convinta di poter fare sua l’intera posta.
Ragno, al via, si affida alla squadra plasmata nella lunga fase di precampionato. Gli acciacchi di Martinez e l’ormai imminente divorzio da Ricciardo, consentono al tecnico neretino di varare un undici di partenza con Lanzolla e Allegrini in difesa, Vicedomini e Lanzillotta a centrocampo, Malcore e Presicce di punta. La scelta del quarto under cade invece su Montinaro, che va a comporre con Palmisano la coppia degli esterni di centrocampo. Lazic (squalificato) vara il classico 4-3-3 con il serbo Aleksic punto di riferimento centrale e l’esordiente Marzullo a sinistra del tridente offensivo. La supremazia del Nardò è presto evidente. Gli uomini di Ragno assumono subito l’iniziativa con Palmisano pronto a sfornare palle invitanti per i compagni d’attacco.
La prima buona occasione capita a Malcore (10’) che angola troppo la deviazione di testa sul cross proveniente proprio dalla destra. Contatto sospetto in area un minuto dopo con Presicce che termina a terra. Montinaro in mezza girata non trova di un soffio lo specchio al 13’ sul tocco di testa di Presicce, che corregge in area una punizione calciata da Lanzillotta. Retroguardia sinnica in affanno al 18’ sul cross radente del numero 11 neretino che attraverso tutto lo specchio di porta, senza trovare la deviazione di un compagno.
Il Francavilla si affida ad un fraseggio improduttivo e per innescare Aleksic deve affidarsi al lancio lungo. L’attaccante serbo al 19’ scatta sul filo del fuorigioco, si accentra e libera il sinistro dal limite, Chironi intercetta. Tiro improvviso dai 18 metri di D’Auria al 26’ con il pallone che sfila di un soffio a lato. La produzione offensiva dei lucani è praticamente racchiusa in queste due iniziative. Merito di una difesa pronta a chiudere ogni varco e del buon lavoro di interdizione a centrocampo.
Il predominio del Nardò è costante e si concretizza finalmente al 29’, sull’asse Presicce-Malcore. Il primo, sempre nel vivo delle giocate offensive, conquista palla sulla trequarti, punta verso l’area di rigore avversaria, disorienta con delle finte di corpo un paio di difensori avversari e serve a Malcore, pronto a seguire l’iniziativa del compagno il pallone del vantaggio. La battuta a rete dell’ex leccese non lascia scampo a Liccardo per il meritato vantaggio neretino. La reazione del Francavilla si esaurisce nel solito lancio lungo per Alexsic, anticipato da un Chironi in tempestiva uscita.
La Virtus Francavilla perde di brutto a Gallipoli e il sogno di un nuovo sorpasso comincia a riscaldare il cuore del pubblico granata. Alla ripresa delle ostilità bastano però pochi attimi di blackout per gettare alle ortiche ogni speranza. Sul terzo angolo battuto dal Francavilla, Gasparini è incredibilmente libero di colpire indisturbato di testa nell’affollatissima area di rigore del Nardò. E’ appena il 4’ minuto di gara, ci sarebbe il tempo per tentare di riportarsi in avanti, ma l’ennesima rimonta al passivo della stagione spegne la luce. I granata due minuti dopo rischiano addirittura la capitolazione: è provvidenziale il salvataggio di Allegrini a pochi metri dalla linea di porta, su un insidiosissimo traversone che spiove nell’area di porta.
Sul ribaltamento di fronte Palmisano mette un invitante pallone in area avversaria, ma la schiacciata di testa di Lanzillotta si infrange sulla muraglia difensiva ospite eretta nell’area piccola. La reazione del Nardò al pareggio sinnico si esaurisce sostanzialmente in questa fiammata e pochissimo altro. Come la bella combinazione in velocità al 22’: Presicce ispira, Lanzillotta rifinisce, Malcore spreca tutto, svirgolando la conclusione in piena area. Per il resto è un ruminare di giocate offensive che con il passare dei minuti perdono ogni parvenza di incisività. La vittoria resta così un’ idea accarezzata e neanche stavolta realizzata. L’ennesima occasione sfumata.


Michele Climaco per Nardogranata.com

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