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giovedì 7 gennaio 2016

Nardò - Picerno 1-0

RETI: 10’st Presicce

NARDÒ: Chironi, Cassano, Mancarella, Vicedomini, Lanzolla, Allegrini, Palmisano, Oretti, Romeo (48’st Facecchia), Presicce (34’st Gigante), Prinari (42’st Montinaro). A disp. Liaci, Zinetti, Minonne, Moriero. All. N. Ragno.

AZ PICERNO: Ioime, Del Gaudio, Miglionico, Li Muli, Pascuccio, Conti, Bacio (24’st Gerardi), Acampora (35’st Colarusso), Pisani, Catalano (6’st Tarascio), Esposito. A disp. Capece, Cherchia, Errico, De Santis, Minicone. All. S. La Cava.

ARBITRO: Gionatan Civico (Vasto). Assistenti: Gianpaolo D’Arco (Salerno) e Vincenzo Montuori (Sapri).

NOTE: pomeriggio piovoso, temperatura intorno ai 13°, terreno di gioco reso pesante dalle abbondanti piogge. Ammoniti: Cassano (N), Del Gaudio, Pascuccio, Ioime (P). Espulsi: /. Recupero: 1’pt., 5’st.





Bentornata vittoria, vocabolo che sembrava ormai sparito dal dizionario calcistico granata. Il Nardò attende il giorno dell’Epifania per risorgere e liberare quel grido di gioia a lungo rimasto strozzato in gola. Davvero troppe quelle otto partite con i tre punti che continuavano a scivolare come acqua fra le dita, dopo i giorni di gloria dei primi due mesi di campionato. E’ del solito Palmisano il guizzo illuminante che arma la botta vincente di Presicce. La tanto anelata vittoria si concretizza in avvio di ripresa dopo un primo tempo dominato, ma caratterizzato dalla solita difficoltà nel trovare la via della rete e qualche ghiotta opportunità malamente sprecata. Il Nardò vince con maggiore facilità di quanto non dica lo striminzito risultato finale. Il Picerno è squadra in perenne costruzione, infelice e depressa da un rendimento tremendamente mediocre, ma non ancora rassegnata ad una deriva apparentemente inarrestabile.

La Cava deve rinunciare al pezzo pregiato della campagna dicembrina, il centravanti Perna. Un’assenza che si farà sentire enormemente nel vano tentativo dei malandrini di provare la rimonta. Catalano, Bacio Terracino ed Esposito, sono attaccanti rapidi e veloci, insidiosi quando c’è da ribaltare il fronte del gioco, ma terribilmente evanescenti quando c’è da dare profondità alle giocate offensive. Ragno ha i senior contati, appena sette, ed è costretto a scelte obbligate. Romeo (12 presenze e 1 gol nella prima parte di campionato con la maglia della Viterbese) è il terminale offensivo di un tridente che ha sugli esterni Presicce e Palmisano; c’è la novità di Prinari nel centrocampo a tre imperniato su un sempre più convincente Oretti e un Vicedomini efficace nell’attaccare gli spazi nella sua nuova posizione di mezzala; nonostante il pesante forfait di Martinez, la linea difensiva è ampiamente collaudata con lo stakanovista Cassano a destra, Lanzolla e Allegrini a chiudere ogni spazio centralmente, mentre a sinistra si rivede Mancarella.

I lucani non si offrono come vittime sacrificali, oppongono una fiera resistenza all’assalto di un Nardò che come un lupo affamato prova subito ad azzannare la preda. Gli ospiti vanno per primi al tiro con un diagonale a lato di Esposito (2’), mostrando una buona predisposizione alle ripartenze e allo sfruttamento degli spazi. Si gioca su un campo reso pesantissimo dalla pioggia e che richiede grande essenzialità nelle giocate. Prinari è abile a inserirsi centralmente nelle retrovie avversarie, all’8’ Vicedomini lo serve con un preciso lancio in profondità che apre uno squarcio nella difesa picernese: gran conclusione di destro appena dentro l’area che Ioime disinnesca in angolo. Il copione tattico dell’incontro è presto delineato: il Nardò tiene palla, il Picerno occupa gli spazi. C’è ritmo e intensità nelle giocate dei granata, che giungono sistematicamente per primi sul pallone e vincono quasi tutti i contrasti.

Il Picerno è insidioso solo quando riparte in velocità, ma la verve dei lucani dura poco e si esaurisce praticamente sulla conclusione a lato di Catalano, al 15’, al termine di una prolungata e ben congegnata incursione offensiva. I granata attaccano a testa bassa e fanno incetta di angoli. Palmisano è la solita spina nel fianco della difesa avversaria e al 19’ Conti intercetta un insidioso traversone radente nell’area piccola e libera in scivolata, anticipando Romeo in agguato. Il centravanti neretino chiamato ad interpretare una gara di grande sacrificio al servizio dei compagni, si mette in luce al 24’ con una irresistibile percussione centrale, ma Presicce non sfrutta il tocco smarcante del compagno calciando addosso a Ioime da distanza ravvicinata. Prinari, gioca quasi da attaccante aggiunto, e al 26’ chiama Ioime al salvataggio in tuffo. Oretti detta i tempi di gioco, assicura stabilità tattica e su punizione impegna severamente il portiere lucano in due circostanze (10’ e 31’).

E’ scoppiettante anche l’avvio di secondo tempo. Presicce, dopo appena due minuti, non inquadra lo specchio di porta da non più di due metri, sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma l’appuntamento con il gol è rinviato di soli 7 minuti. Corre il 9’, infatti, quando tocca proprio a lui spezzare il sortilegio, deviando in rete l’ennesimo pallone scodellato in area da Palmisano. La resistenza del Picerno è piegata e stavolta il Nardò riesce preservare il vantaggio fino al fischio finale. Resta infatti un concetto inespresso la reazione dei lucani, incapaci di produrre la benché minima minaccia alla porta di Chironi. Il resto del match scorre via senza grosse emozioni. Un lungo conto alla rovescia in attesa del fischio finale, con il Picerno a mostrare tutti i suoi limiti offensivi e i granata a spingere senza grossa convinzione alla ricerca del raddoppio e spesso impreciso al momento dell’ultimo passaggio. Il Nardò torna a vincere e agguanta la terza posizione in classifica, ma occorrono test più probanti per capire se i granata potranno risalire sul treno dei desideri. La sensazione è che la gioiosa macchina da guerra dei giorni di gloria sia ancora in officina.


Michele Climaco per Nardogranata.com

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