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lunedì 29 febbraio 2016

Nardò - Aprilia 2-0



RETI: 44’pt Malcore, 31’st Gigante

NARDÒ: Chironi, Cassano (43’st Meleleo), Caporale, Oretti, Martinez, Lanzolla, Palmisano, Rescio, Malcore, Montinaro (29’st Gigante), Aperi (23’st Presicce). In panchina: Liaci, Zinetti, Minonne, Signore, Moriero, Meleleo, Facecchia. Allenatore: Ragno.
APRILIA: Caruso, Di Emma, Tomei, Marchetti (16’st Pirazzi), Sossai, Chiarucci, Cioè, Maola, Roversi (37’st Schiumarini), Pagliaroli (43’st Areni), Bosi. In panchina: Del Duca, Paruzza, Lucidi, Benvenuti. Allenatore: Venturi.
ARBITRO: Nicola Donda di Cormons. Assistenti: Bruno Cortese di Vibo Valentia e Antonio Paglianiti di Vibo Valentia.
NOTE: Giornata nuvolosa e ventilata, temperatura intorno ai 15°. Ammoniti: Oretti, Rescio (N), Sossai (A). Espulsi: /. Recupero: 0’pt, 3’st.

Di questi tempi ogni gara del Nardò è un appuntamento immancabile con la vittoria. E così anche contro l’Aprilia i granata fanno in pieno il proprio dovere, allungando la striscia vincente. Il quinto successo consecutivo non si rivela però l’atteso trampolino di lancio verso la riconquista della vetta. Arriva comunque alla vigilia di un appuntamento fondamentale della stagione come il derby contro il Taranto, destinato probabilmente a trasformarsi in una sorta di spareggio per designare ufficialmente la più accreditata rivale della Virtus Francavilla nella volata finale per il salto di categoria.

La vittoria contro l’Aprilia è limpida. L’unico demerito dei granata sta nel ritardo con cui riescono a concretizzare una palese superiorità nei confronti dell’avversario. Occorre attendere l’ultimo minuto del primo tempo per trovare la stoccata vincente di Malcore, dopo tante occasioni sprecate. Epilogo scontato di un primo tempo a senso unico, anche se i granata sembrano concedersi una lunga pausa nella fase centrale, dopo un avvio al fulmicotone. Il Nardò torna poi a spingere con decisione sull’acceleratore nei minuti finali, per coronare proprio sul filo di lana la lunga rincorsa al gol del vantaggio. La storia si ripete quasi identica nella ripresa. Avvio a ritmi alti e raddoppio sfiorato a ripetizione, quindi la reazione di un’Aprilia manovriera ma terribilmente inoffensiva e infine il gol della sicurezza siglato da Gigante, appena gettato nella mischia, dodicesimo marcatore di stagione in casa granata.

Le scelte di formazione dei due tecnici sono inevitabilmente condizionate dalle assenze. Undici squalificati, suddivisi in maniera pressoché equa sui due fronti, costringono Ragno e Venturi a scelte obbligate. Identici i moduli tattici (4-3-3), ben diversa la maniera di interpretarli. Quello del Nardò è a trazione offensiva, con Palmisano ad alternarsi nei ruoli di mezzala e ala e a riversare in area avversaria, con la solita puntuale regolarità, palloni invitanti per le punte Malcore, Aperi e Montinaro; Martinez, Caporale e Rescio sono i naturali sostituti di Allegrini, Mancarella e Vicedomini. In casa pontina invece gli attaccanti esterni Pagliaroli e Bosi ripiegano puntualmente sulla linea di centrocampo per creare densità nella zona nevralgica e provare a imbrigliare la manovra neretina.
E’ un Nardò subito spavaldo e spumeggiante quello che si lancia all’assalto della porta laziale. I pericoli per la difesa avversaria nascono sempre dalla fascia destra d’attacco granata. Palmisano si produce nel primo affondo di giornata al 6’, Aperi è pronto alla deviazione aerea sottomisura, ma non trova lo specchio della porta di Caruso. Due minuti dopo è Cassano a pennellare un invitante cross dalla stessa posizione, ma Rescio manca la deviazione di un soffio. Al 13’ tocca a Montinaro concretizzare una nuova incursione di Palmisano, ma la sua conclusione carambola su un compagno e perde di pericolosità. La furia iniziale del Nardò si placa e l’Aprilia può rifiatare. Le repliche dei pontini sono affidate alle ripartenze dei veloci Bosi e Pagliaroli, che si arenano puntualmente sulla trequarti. I laziali vanno al tiro solo al 27’ con un tiro improvviso dai venti metri di Marchetti, conclusione velenosissima che sfiora l’incrocio dei pali.

E’ sempre il Nardò a fare la partita, ma i granata a lungo non riescono più ad imbastire incisive azioni d’attacco. L’Aprilia si illude di aver trovato l’antidoto giusto e al 40’ Roversi non riesce a far male sugli sviluppi di un tiro d’angolo. Ma nel finale di tempo la squadra di Venturi è nuovamente sommersa dall’onda d’urto neretina. Al 41’ Malcore intercetta un lancio lungo di Lanzolla, ma non riesce a superare Caruso con una conclusione da pochi metri, che il portiere devia in angolo. Sul tiro dalla bandierina Caporale mira di testa il palo più lontano, mancando il bersaglio per una questione di centimetri. L’Aprilia è ormai sotto assedio, ma Caruso si salva ancora un minuto dopo sul pallonetto in corsa di Palmisano. La strenua resistenza ospite ha ormai i secondi contati e il fortino cade sugli sviluppi di un’azione da manuale. Oretti apre sulla destra per Palmisano, pallone in area per il tiro di Rescio, un difensore intercetta a due metri dalla linea di porta, ma è Malcore a trovare lo spiraglio giusto nella selva di gambe dell’affollatissima area di porta ospite. Vantaggio sudatissimo, ma ampiamente meritato.

Dopo l’intervallo la gara ricomincia sulla stessa falsariga del finale di primo tempo. Il Nardò impone ritmo alla sua azione offensiva che apre crepe nella difesa avversaria. Malcore (5’) sfiora subito il raddoppio con una gran tiro dalla media distanza, poi l’arbitro sorvola su una evidente trattenuta su Aperi in corsa (6’), innescato da un passaggio filtrante di Oretti. L’ex potentino poi mette i brividi a Caruso con un corner carico d’effetto (8’), mentre due minuti dopo Aperi costringe il portiere al salvataggio in angolo. Poi il Nardò abbassa i ritmi, ma l’Aprilia, pur guadagnando metri non è in grado di imbastire una reazione efficace. Né il tecnico pontino dispone di cambi in grado di imprimere una svolta al match. L’impressione è che gli uomini di Ragno aspettino l’occasione giusta per piazzare il colpo del k.o, cullandosi un po’ troppo della inconsistenza offensiva avversaria.

Il gol destinato a chiudere ogni discorso arriva al 32’, sugli sviluppi di una punizione. Tutti attendono il traversone in area di Oretti e invece ecco un tocco corto per il nuovo entrato Presicce, che dalla linea di fondo disegna un preciso cross in area per l’inzuccata vincente di Gigante, in campo da appena tre minuti. 15 punti in 5 partite e 8 punti rosicchiati alla capolista Virtus Francavilla: il Nardò ha dunque sfruttato al meglio il ciclo di gare favorevoli. Era il momento di accelerare e ridare un senso alla stagione e i granata lo hanno fatto. La favola può continuare.


Michele Climaco per Nardogranata.com

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