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martedì 8 marzo 2016

Nardò - Taranto 0-0



NARDÒ: Chironi, Cassano, Mancarella, Vicedomini (38’st Facecchia), Lanzolla, Allegrini, Palmisano (1’st Malcore), Rescio, Presicce (30’st Montinaro), Prinari, Aperi. In panchina: Liaci, Martinez Vidal, Zinetti, Caporale, Gigante, Meleleo. Allenatore: N. Ragno.

TARANTO: De Lucia (14’st Giordano), De Giorgi, Pampianchi, Ciarcià, Ibojo, Marseglia, Nosa, Marsili, Genchi, Gaetano (40’st Guardiglio), Siclari (14’st Yeboah). In panchina: Russo, Chiavazzo, Alvino, Lombardi, Ancora, Scalzone. Allenatore: M. Cazzarò.

ARBITRO: Mario Vigile di Cosenza. Assistenti: Francesco Nocella di Paola e Moreno Francesco Longo di Paola.

NOTE: Giornata nuvolosa e ventilata, temperatura intorno ai 12°. Divieto di trasferta ai residenti nella provincia di Taranto. Al 10’st rigore sbagliato dal Nardò con Vicedomini. Ammoniti: Lanzolla (N), Nosa (T), Ciarcià (T), Prinari (G), De Lucia (N), Cassano (N). Espulsi: Marseglia (T). Recupero: 5’pt, 4’st.

Non basta neanche un calcio di rigore per sfatare il tabù degli scontri diretti. Dopo Francavilla in Sinni, Fondi e Virtus Francavilla anche il Taranto riesce a limitare i danni al Giovanni Paolo II. Secondo le previsioni della vigilia un pareggio avrebbe tarpato le ali di Nardò e Taranto. E invece la corsa promozione prosegue per entrambe, grazie all’ennesimo, inatteso passo falso interno della Virtus Francavilla. Il derby ha regalato emozioni con il contagocce, ma davvero intense. Il momento topico, ovviamente, il rigore fallito da Vicedomini, al suo primo errore dal dischetto in due stagioni in maglia granata. Ma il Nardò spreca l’opportunità di blindare il secondo posto e agganciare la Virtus Francavilla, soprattutto per l’incapacità di incidere in fase offensiva. Una sola occasione da rete in novanta minuti (rigore a parte) è una sorta di record negativo stagionale.

E’ vero che nel Taranto, anche in parità numerica, prevale l’istinto di conservazione, ma l’idea di rinunciare ad un punto di riferimento in attacco nel primo tempo non si rivela vincente. Anche perchè il Nardò non riesce a imbastire quelle combinazioni in rapidità palla a terra, le uniche in grado di giustificare il sacrificio richiesto a Presicce di giostrare come finto centravanti. Non a caso il match si fa più avvincente con l’ingresso di Malcore, anche se poi con l’espulsione di Marseglia il Taranto si consegna ad una gara di puro contenimento, riuscendo a non concedere più nulla. E a quel punto a nulla vale la grande generosità con la quale i granata tentano di schiodare un pareggio che è sembra scolpito nella roccia.

La partita non è stata brillante anche per l’approssimazione della manovra a centrocampo dove l’assenza di Oretti ha privato i granata di un fondamentale punto di riferimento in fase di costruzione di gioco, oltre che di un giocatore dotato di un elevato senso tattico. L’assenza del più fresco dei cinque ex di giornata (Vicedomini, Palmisano, Genchi e De Giorgi gli altri) costringe Ragno ad accentrare Vicedomini e utilizzare Rescio nel ruolo di mezzala sinistra. Poi, come già detto, la decisione di non fornire punti di riferimento alla retroguardia tarantina con l’utilizzo in prima linea di Palmisano e Aperi esterni e Presicce a fluttuare tra le linee in posizione centrale. Tutto secondo le previsioni nel Taranto con Genchi che ripropone modulo (3-4-3) e uomini della non brillante vittoria contro la Turris.
L’approccio alla gara del Nardò è a ritmi molto contenuti. Una prolungata fase di studio in cui gli uomini di Ragno sembrano cedere l’iniziativa all’avversario per provare poi a colpirlo in velocità. E’ invece il Taranto a sfruttare una certa approssimazione nei passaggi dei centrocampisti neretini per ribaltare con rapidità il fronte del gioco, senza però mai riuscire ad andare al tiro con pericolosità. Nosa al 16’ fugge a destra approfittando di un errore in appoggio di Rescio servendo poi un passaggio a Ciarcià il cui rasoterra non impegna più di tanto Chironi. Tre minuti dopo da un pallone perso da Presicce scaturisce un cross dalla destra di Siclari, intercettato in tuffo da Chironi. Va al tiro, ma sempre centralmente e dalla media distanza, anche Gaetano al 16’, che finalizza una manovra sviluppatasi sull’asse Genchi-Siclari.

L’azione offensiva del Nardò è invece priva di profondità e non trova sbocchi neanche sulle fasce dove Nosa e Marseglia arretrano puntualmente sulla linea dei difensori, chiudendo ogni minimo spazio. Il Nardò riesce ad imbastire un’azione ficcante solo al 23’ e per poco non trova il gol. Precisa apertura sulla destra di Vicedomini, fuga di Palmisano, tocco poi di Presicce per Rescio che con una sforbiciata da pochi passi chiama De Lucia ad un difficile salvataggio in due tempi. Nuovo brivido per la difesa tarantina al 25’ quando un pallone calciato dalla bandierina attraversa l’intera area di porta fino alla deviazione in angolo di Ibojo. De Lucia al 32’ anticipa in uscita Prinari, innescato da un passaggio filtrante di Rescio.

Palmisano si infortuna nei minuti finali del primo tempo e resta negli spogliatoi dopo l’intervallo. Ragno schiera Malcore e sposta Presicce a sinistra. La gara si ravviva in avvio di ripresa che il Nardò approccia con piglio deciso. E al 7’ su lancio di Rescio, Aperi prolunga di testa per Malcore liberandolo davanti a De Lucia: il portiere tarantino esce a valanga sul nuovo entrato e l’arbitro indica il dischetto. Vicedomini prova a piazzare il pallone sotto la traversa con un tiro potente, ma il tiro termina alto. Una doccia fredda, ma a ridare fiducia al Nardò, giunge al 16’ l’espulsione di Marseglia per doppia ammonizione, per fallo su Prinari. Gli uomini di Ragno accentuano i ritmi e avanzavano ulteriormente il loro raggio d’azione, ma il Taranto dà prova di grande solidità difensiva e continua a difendersi con discreto ordine. I rossoblù, nel frattempo passati alla difesa a quattro, montano una guardia efficace sugli attaccanti neretini, che a loro volta non ricevono quasi mai suggerimenti sufficientemente puliti. Al 22’ è Ciarcià ad intercettare di testa un lancio di Presicce per Aperi.

L’ultima grossa occasione non viene finalizzata d’un soffio da Prinari che manca di un niente la deviazione in piena area sulla punizione di Presicce. Ragno si gioca anche le carte Montinaro e Facecchia, ma l’arrembaggio alla porta neretina non produce più seri pericoli per la porta difesa nell’ultima mezzora da Giordano, subentrato all’infortunato De Lucia. Nardò-Taranto finisce così a reti bianche, il punteggio più ricorrente nelle dieci sfide tra le due squadre allo stadio di via XX Settembre. Era già accaduto nei campionati di serie C 66-67 e 67-68 e nei campionati di serie D 94-95 e 97-98, quello poi conclusosi con la promozione in C/2. E in parità (ma 1-1) era finita anche l’unica sfida in C/2 tra le due squadre (2000-01).

Michele Climaco

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