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martedì 5 aprile 2016

Nardò - Serpentara 1-0


RETI: 11’st Romeo

NARDÒ: Chironi, Zinetti, Mancarella, Vicedomini, Lanzolla, Allegrini (19’st Martinez), Rescio (39’st Aperi), Oretti, Romeo, Montinaro (36’st Gigante), Presicce. In panchina: Liaci, Caporale, Signore, Prinari, Meleleo, Malcore. Allenatore: N. Ragno.

SERPENTARA: Saccucci, Del Duca, Anastasio, Lustrissimi (22’st Suleman), Bellucci, Strumbo, Ventura (5’st Galeazzi), Ciaramelletti, De Iulis, Delgado, Spaziani (22’st Menestrina). In panchina: Palombo, Ilari, Cestrone, Maione, Quatrana, Sanchez. Allenatore: A. Foglia Manzillo.

ARBITRO: Alex Cavallina (Parma). Assistenti: Davide Garofalo (Battipaglia) e Pasquale Alessandro Netti (Napoli).

NOTE: Giornata soleggiata, temperatura intorno ai 19°. Il Giudice sportivo ha imposto che la gara si disputi a porte chiuse. Un minuto di raccoglimento in memoria di Cesare Maldini. Ammoniti: Lanzolla, Romeo (N). Espulsi: Strumbo (S) al 36’pt per doppia ammonizione, Suleman (S) al 47’st per aver interrotto una chiara occasione da gol. Recupero: 2’pt, 4’st.




Riprende con rinnovato slancio l’affascinante avventura del Nardò in un campionato entrato ormai nella fase decisiva. La marcia sicura e possente dei granata non si arresta neanche davanti agli spalti desolatamente vuoti del Giovanni Paolo II. Il Serpentara si rivela l’avversario ostico e organizzato, annunciato dalla lunga striscia positiva inanellata dopo il mercato dicembrino. Il Nardò, dopo un lungo lavoro ai fianchi e qualche palla gol clamorosamente sciupata, lo infilza con una incornata di Romeo, in avvio di ripresa. Dopo quella del Viviani, un’altra vittoria confezionata sfruttando la capacità di cogliere l’attimo fatale (in questo caso una evidente incertezza di Bellucci e Del Duca sul lancio di Zinetti ad innescare Romeo). Il successo di misura e l’assenza nei cenni di cronaca di parate straordinarie del portiere laziale Saccucci, comunque, non devono trarre in inganno. Il Nardò merita ampiamente la vittoria in virtù di una gara giocata costantemente in chiave offensiva.

Eppure nel dna della squadra di Foglia Manzillo non c’è l’attitudine ad arroccarsi in difesa e spazzare via il pallone. Due attaccanti come De Julis e Delgado, una coppia da 22 gol, e le recenti vittorie in trasferta (Marcianise, Francavilla in Sinni e San Severo) delineano le caratteristiche di una squadra capace di arginare le manovre avversarie per poi ripartire pericolosamente. Virtù che i laziali non riescono ad esprimere al Comunale. Gli uomini di Ragno pur tenendo senza soluzione di continuità il pallino del gioco, non concedono nulla alle ripartenze avversarie. Allegrini, poi sostituito da Martinez e Lanzolla si rivelano i soliti gendarmi inflessibili. Certo la manovra probabilmente non è quella dei giorni migliori quanto a precisione e velocità, forse talora si eccede nella giocata personale, dando il tempo alla retroguardia avversaria di chiudere ogni spazio, ma comunque il Nardò mette all’angolo il Serpentara, costringendolo a subire una pressione costante.

Naturalmente in organico non c’è un alter ego di Palmisano in grado di affondare scatti perentori e devastanti lungo i fianchi avversari e il forfait improvviso di Cassano complica non poco i piani di Ragno che nel comporre l’undici di partenza rispettando la regola degli under deve rinunciare anche a Caporale, l’uomo che aveva rotto gli equilibri con le sue iniziative nella gara precedente alla sosta pasquale. Nel 4-3-3 varato dal tecnico di Molfetta c’è spazio a destra per Zinetti, buono il suo apporto in fase propulsiva, un centrocampo di soli senior (Vicedomini, Oretti e Rescio) e un attacco imperniato intorno ad un lottatore di razza come Romeo, che alla fine si rivelerà decisivo. Foglia Manzillo, sull’altro fronte, ripropone il solito 3-5-2 con l’ex Strumbo, espulso dopo 37 minuti, nel terzetto dei centrali e gli esterni Ventura e Anastasio sempre pronti a ripiegare in fase di non possesso e comporre una linea difensiva a cinque, mentre a centrocampo risalta il dinamismo e la corsa di Ciaramelletti; della preziosa coppia d’attacco si è già detto, ma alle prese con l’insuperabile difesa granata, De Julis e Delgado saranno condannati ad una domenica grama.

Gli uomini di Ragno prendono subito al guinzaglio il match e nei primi dieci minuti non sfruttano due palle gol davvero invitanti. Al 5’, sul traversone di Oretti, Romeo e Zinetti, appostati sul secondo palo, mancano entrambi la deviazione da pochi passi; al 9’ Romeo, sull’angolo di Oretti, prova a piazzare il pallone di testa a fil di palo, mancando di un soffio il bersaglio. Il Serpentara è attento nella copertura di ogni zona di campo nei pressi della propria area di rigore, mentre il Nardò nonostante una iniziativa costante fatica a imbastire una manovra finalizzata ad innescare le punte. E quando ci riesce manca in fase di finalizzazione: clamoroso, al 36’, l’errore di Rescio che smarcato da una deliziosa semirovesciata di Montinaro, non riesce a controllare il pallone ad un paio di metri dall’area piccola. Un minuto dopo Strumbo, già ammonito per un intervento sugli stinchi di Presicce, placca Romeo pronto a sfruttare un passaggio filtrante per involarsi verso l’area avversaria. La produzione offensiva dei laziali nel corso dei primi 45 minuti si limita ad un affondo di Ciaramelletta (11’) bloccato irregolarmente da Lanzolla (senza esito la punizione dai 25 metri di De Julis) e un assolo del centravanti ospite, neutralizzato in seconda battuta da una chiusura di Allegrini.

Al ritorno in campo dopo l’intervallo si rivela più incisiva la manovra del Serpentara, ma proprio nel momento migliore dei laziali arriva il colpo del k.o. firmato da Romeo. Il centravanti si fionda con la solita caparbietà sulla verticalizzazione di Presicce, nonostante la presenza ai suoi fianchi dei Del Duca e Bellucci. Sembra una contesa senza speranza per il centravanti neretino, ma i due centrali laziali vanno in confusione senza riuscire a contrastargli il passo e sull’uscita di Saccucci, Romeo confeziona una inzuccata che va a scavalcare l’estremo difensore avversario. Festa in campo e per i pochi intimi presenti sugli spalti. Subito dopo Oretti chiama il portiere alla respinta con una botta da fuori area. La reazione del Serpentara si limita ad un tiro angolato di Delgado che Chironi intercetta in tuffo (15’) e ad un esterno destro centrale di Ciaramelletti (18’).

Poi la gara entra in una lunga fase di stanca in cui il Nardò si rivela una macchina perfetta nel gestire il vantaggio senza concedere nulla al Serpentara. I laziali non riescono mai ad imbastire un vero e proprio forcing. E anche i due angoli conquistati nei minuti finali sono il frutto di iniziative tutto sommato occasionali. Molto più efficace in fase offensiva il Nardò dopo l’ingresso in campo di Aperi, bravo a sfruttare in velocità gli spazi. L’attaccante siciliano prima si produce in una serpentina irresistibile con Suleman che si immola sulla conclusione ravvicinata finale, poi costringe il giocatore di colore laziale al fallo da ultimo uomo, dopo l’ennesimo dribbling bruciante. La gara va in archivio con il successo del Nardò, naturale conseguenza di una partita senza storia il cui esito, dopo il gol partita di Romeo, non è mai stato in dubbio.

Michele Climaco per Nardogranata.com

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