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giovedì 5 maggio 2016

Nardò - Manfredonia 0-1

RETI: 21’st Bozzi

NARDÒ: Chironi, Cassano, Mancarella, Prinari, Lanzolla, Allegrini, Rescio (27’st Caporale), Oretti (27’st Vicedomini), Romeo, Aperi, Presicce (13’st Malcore). In panchina: Liaci, Zinetti, Gigante, Montinaro, Meleleo, Facecchia. Allenatore: N. Ragno.

MANFREDONIA: Tucci, Romeo, Colombaretti, A. Gentile, Vergori, Pellegrino, Coccia, Bonabitacola (50’st Castriotta), Bozzi (35’st C. Gentile), La Porta (45’st La Forgia), Iuculano. In panchina: Della Torre, De Filippo, Bruno, Albenese, Stajano, De Rita. Allenatore: M. Vadacca.

ARBITRO: Gaetano Massara (Reggio Calabria). Assistenti: Francesco Chiappetta (Cosenza) e Riccardo Naccari (Vibo Valentia).

NOTE: Giornata piovosa, temperatura intorno ai 15°. Gara interrotta per 5′ al 28’st a causa del l’infortunio occorso all’assistente arbitrale Naccari, poi sostituito da un assistente fittizio. Ammoniti: Presicce, Rescio (N), Vergori, Romeo, Coccia, Tucci (M). Espulsi: 34’st Iuculano (M) per doppia ammonizione. Recupero: 0’pt, 8’st.


Stavolta non basta l’aria di casa per riaccendere il Nardò. Anzi, sotto i colpi di un Manfredonia tonico e reattivo, crolla anche il mito dell’imbattibilità interna stagionale. Un ko, il terzo nelle ultime quattro gare, che proietta l’immagine di un crollo verticale, proprio in vista del traguardo finale. E che compromette, forse definitivamente, anche la speranza di una festosa passerella al Comunale, in occasione degli indecifrabili play-off di fine stagione. Sarebbe però ora ingeneroso seppellire nella delusione del mancato lieto fine, una stagione caratterizzata da una lunga ed esaltante cavalcata, ben al di là di ogni più ottimistica aspettativa. Certo il finale di campionato è andato per il verso sbagliato e ha confermato l’anemia offensiva di una squadra priva della forza d’urto, ma anche della fantasia necessaria per reagire agli agguati del destino. E così anche stavolta il vantaggio avversario (inzuccata dell’ex Bozzi su tiro dalla bandierina) si è trasformato in una sentenza inappellabile di condanna, come già accaduto di recente a Francavilla in Sinni e Marcianise, ma anche a Manfredonia nel girone d’andata.

Nei restanti venticinque minuti di gara il Nardò non è riuscito a confezionare la benché minima occasione da rete. La reazione allo svantaggio, priva di idee e lucidità, si è limitata ad una serie di palloni lunghi, come se lì davanti ci fosse qualcuno in grado di inventare chissà che cosa. La conferma, insomma, che quando viene meno la brillantezza, la capacità di correre e aggredire, la produzione offensiva granata diventa di una modestia infinita, nonostante il gran prodigarsi di un Romeo davvero immenso per coraggio e generosità. Ironia della sorte ha poi voluto che il Manfredonia siglasse il gol partita nell’unica occasione creata nella ripresa (peraltro su palla inattiva), dopo aver stracciato tre limpide palle gol nel primo tempo, la più clamorosa delle quali con il Romeo neretino in maglia biancoazzurra. Eppure, altro paradosso del match, il miglior Nardò si è visto proprio nel primo tempo.
Ragno opta per un attacco tutto senior con il tridente Presicce-Romeo-Aperi e concede (almeno inizialmente) un turno di riposo al Vicedomini in bianco e nero delle ultime settimane.

Il Nardò imprime subito un buon ritmo al match, senza però riuscire ad impensierire la retroguardia a cinque sipontina imperniata su Vergori, uno dei tre ex di giornata. E così dopo il velenoso rasoterra di Oretti, già al 1’ di gara, neutralizzato in due tempi da Tucci, è il Manfredonia a pungere pericolosamente sui ribaltamenti di fronte. Romeo calcia alle stelle dall’interno dell’area piccola, sugli sviluppi del primo tiro d’angolo sipontino (11’), mentre il destro di Bozzi dal limite sorvola la traversa sull’assist di un mobilissimo La Porta. Il predominio territoriale del Nardò è sterile: Oretti spesso rallenta il tempo delle giocate, Presicce non si accende mai, Aperi è più vivace, senza però mai incidere pericolosamente. E’ proprio quest’ultimo, al 25’, il destinatario di un passaggio smarcante servitogli da Prinari. E’ la prima e l’unica volta nel corso dei 90 minuti in cui il Nardò imbastisce una giocata sulla trequarti in grado di aprire un varco nella compatta e attenta retroguardia ospite, ma complice il terreno scivoloso per la pioggia, Aperi, che ha dinanzi a sé campo libero, scivola e manca l’aggancio.

Due minuti dopo, terrificante conclusione dai 35 metri di Lanzolla, col pallone che va ad infrangersi sul palo alla destra di Tucci. Alla mezzora, finalmente un angolo battuto in maniera decente (saranno alla fine ben 15), con il portiere sipontino che in presa alta toglie in extremis il pallone dalla testa di Allegrini, ben piazzato per l’inzuccata vincente. Il Manfredonia è squadra che sa perfettamente cosa fare: gioca senza sbavature in fase difensiva e quando riparte non la fa mai in maniera banale con giocate che aprono la difesa neretina, a dire il vero spesso sbilanciata nel tentativo di supportare lo sterile assalto alla difesa ospite. E al 38’ La Porta grazia Chironi con un diagonale fuori di un soffio: l’assist è di un Bozzi molto attivo, che scattato sul filo del fuorigioco rimedia ad un aggancio non perfetto, servendo al compagno un passaggio con il contagiri.

Il match non cambia copione nella ripresa. E’ sempre il Nardò a fare la partita, ma senza risultati concreti. Ragno allora richiama in panchina un Presicce grigio come non mai e prova a dare nuova linfa alla prima linea con l’inserimento di Malcore. Aumenta la forza d’urto della prima linea granata, ma l’ex leccese mostra tutti suoi limiti quanto a freddezza e precisione sottoporta sprecando il pallone del possibile vantaggio. Accade al 13’: Romeo, sempre pronto a lanciarsi su ogni pallone sporco che giunga dalle sue parti, stavolta fa ancora di più. L’ex doriano ruba palla e dalla destra indirizza un assist perfetto per Malcore, che spreca tutto con una conclusione sballata da ottima posizione.

Sempre in difficoltà nell’imbastire giocate in grado di mettere in difficoltà la retroguardia ospite, il Nardò incappa poi nel ricorrente black-out da corner. Accade al 24’ quando Bozzi si ritrova libero di colpire di testa in piena area. Come già successo al Miramare, è dunque una incornata su calcio d’angolo a decidere la sfida tra Nardò e Manfredonia. La reazione granata è di una pochezza infinita. E non è certo l’infortunio di uno dei due guardalinee (gara ferma per cinque minuti tra il 28’ e il 33’ e poi proseguita senza assistenti) ad annacquare i ritmi di gioco o i propositi di rimonta. Il Nardò non sfrutta la superiorità numerica (rosso a Iuculano per doppia ammonizione al 34’), né si giova degli inserimenti di Vicedomini e Caporale. Ogni tentativo si infrange nell’imbuto centrale della retroguardia sipontina. Il risultato finale, pertanto, non fa una grinza, né concede grandi dosi di rammarico. Un risultato amaro, da ingoiare senza troppe recriminazioni. E ora, per conservare il terzo posto, bisognerà vincere a Fondi o fare il tifo per il Taranto.


Michele Climaco per Nardogranata.com

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