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lunedì 12 dicembre 2016

Potenza - Nardò 0-1

RETI: 10’st Patierno

POTENZA: Napoli, Pettinelli (26’st Apicella), Proietti, Esposito, Ungaro, Guarino, Claps, D’Allocco, Forgione, Todino, Lucchese (6’st Guardiglio). A disp: Sutalo, Pagano, Pepe, Galasso, Cerone, Sinisgalli, Manetta. Allenatore: O. Biagioni.

NARDÒ: D. Petrachi, Carrozzo, Morello, Oretti (14’st Mbida), Benvenga, Camisa, Meleleo, Versienti, Patierno, Palmisano (14’st Diarra), Kyeremateng (37’st Corvino). A disp: Ferrieri, Rosato, Gigante, Podo, Pirretti, Carrozza. Allenatore: A. Foglia Manzillo.

ARBITRO: Fabio Mattia Festa (Avellino). Assistenti: Santolo Lippiello (Avellino) e Carmine Picariello (Avellino).

NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura intorno agli 8°, terreno di gioco in sintetico. Ammoniti: Forgione, Guariglio (P), Diarra, Versienti (N). Espulsi: /. Recupero: 0’pt, 4’st.




PATIERNO SCACCIA I FANTASMI.
​Il fantasma che da settembre scorso aleggiava sullo stadio di via XX Settembre deve essersi preso le vacanze con largo anticipo. Ma non è l’unica spiegazione di un risultato giusto principalmente per ragioni numeriche. Perché dietro ad una vittoria, anche la più sofferta o meno limpida che sia, ci sono sempre dei meriti. E allora iniziamo con il dire che il Nardò batte l’Herculaneum perché ha finalmente trovato il passe-partout per aprire le porte avversarie. Patierno concede subito il bis e dopo il gol di rapina di Potenza delizia lo stadio con un gran tiro da attaccante di razza. E su quella rete, giunta proprio agli albori del match, gli uomini di Foglia Manzillo interpretano una gara da trasferta tra le mura casalinghe. Si accartocciano bene sugli attacchi avversari, chiudono ogni varco nella propria area di rigore e cercano invano la ripartenza giusta. Uno stress-test che la retroguardia granata supera a pieni voti, nonostante lo scarso filtro di un centrocampo assortito male e in costante affanno. Con un Herculaneum privo dei suoi migliori uomini d’attacco (Gargiulo e Sorrentino) e incapace di lasciare tracce apprezzabili dell’enorme mole di gioco prodotta, la difesa ad oltranza dell’unico gol di vantaggio riesce. Il Nardò resta però una squadra ancora alla ricerca di una precisa identità, che a centrocampo non può vivere di solo Oretti. Per la legittimazione delle ambizioni da play-off occorre miscelare in maniera ottimale l’equilibrio tattico con tutto il resto. Nel frattempo, e dopo tante disavventure, vincere con cinismo, sofferenza, voglia e determinazione, non può certo essere motivo di imbarazzo. (Michele Climaco)

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