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lunedì 30 gennaio 2017

Nardò - Agropoli 5-0

Scorer: 6’e 18’pt Patierno, 11’Prinari, 39’e 47’Ancora

NARDÒ: Petrachi, De Pascalis, Morello, Bertacchi (28’st Cicerello), Benvenga, Camisa, Palmisano (1’st Gigante), Prinari, Patierno (23’st Corvino), Ancora, Versienti. A disp.: Corallo, Rosato, Carrozzo, Mancarella, Pirretti, Meleleo. All.: A. Foglia Manzillo.

AGROPOLI: Cotticelli, Annese, Ferrara, Galgliardo, Chiochia (9’st Fiorillo), Chiariello, Capozzoli, Ciaramelletti, Tiboni (33’st D’Avella), Iuliano, Cherillo (29’st Notaroberto). A disp.: Rizzo, Bernardini, Delli Santi, Veneroso, Russo, Donnarumma. All.: P. Santosuosso.

ARBITRO: Filippo Prior (Ivrea). Assistenti: Antonio Pizzi (Termoli) e Davide Calvarese (Termoli).

NOTE: Pomeriggio nuvoloso, temperatura 12°, terreno di gioco in discrete condizioni. Osservato un minuto di raccoglimento per le vittime del Centro Italia. Ammoniti: Chiochia, Capozzoli, Galgliardo (A). Espulsi: /. Recupero: 0’pt, 2’st.



Basta un quarto d’ora al Nardò per archiviare la pratica Agropoli. Il tanto temuto ritorno tra le mura casalinghe viene esorcizzato già al 5′ quando un cross di Palmisano impatta in area la mano di Chiochia. E’rigore netto e trasforma Patierno. L’Agropoli reagisce ma si scopre. Patierno lancia in corridoio Prinari che al 9′ batte Cotticelli in uscita. Portiere campano ancora in libera uscita al 15′. Tempistica sbagliata e Patierno appoggia di testa a porta sguarnita. Il Toro allenta la morsa ma nel finale di tempo è Ancora a portare a 4 i goal e a chiudere definitivamente la contesa nei primi minuti del st con un gran tiro che si insacca sotto la traversa. Poi gigantesca melina d’attesa. Il Nardò torna a ruggire. (a.c.)

Sorpresona. Anzi, doppia sorpresona. Quella più evidente è la vittoria casalinga che arresta il flusso torrenziale dei rovesci tra le mura amiche. Per spezzare l’incantesimo del Giovanni Paolo II, il Nardò sceglie modalità eclatanti, in perfetta linea con un campionato impregnato di eccessi. Una partita super, fin dai primi minuti, e Agropoli schiantato e sommerso di gol. Un Nardò debordante che gioca, vince, diverte, in un crescendo continuo. Ogni azione, un gol o un pericolo. Un primo tempo perfetto per voglia, applicazione, capacità di gestire la palla, concretezza sotto porta. E giochi ampiamente chiusi già dopo quarantacinque minuti, disputati con il piede sempre pigiato sull’acceleratore pur con un assetto più equilibrato, che nulla toglie all’efficacia della fase offensiva. Ma la sorpresa ancor più clamorosa la si scopre spulciando negli archivi. Il tanto criticato Nardò di Antonio Foglia Manzillo, dopo ventuno giornate di campionato, ha gli stessi punti (35) del tanto decantato (a ragione) Nardò di Nicola Ragno. Fantastica soddisfazione per la squadra più snobbata degli ultimi anni (anche oggi i soliti fedelissimi sugli spalti), che nonostante la nota partenza ad handicap e pur alimentando a domeniche alterne speranze e depressioni, sta comunque compiendo un piccolo capolavoro. Evidentemente all’insaputa di molti.

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