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lunedì 26 febbraio 2018

Nardò - Gravina 2-2

Scorers: Agodirin 8′ e 56′, Caruso 73′, Balzano 80′

NARDO’: Mirarco, Scipioni, Cassano, Rosato, Caporale, Capristo (De Pascalis 82′), Prinari, G. Palmisano, Gigante, Agodirin, Cavaliere (Di Cosola 54′). Bench: Spinelli, Trinchera, Bolognese, Gaetani, G.Greco, O. Greco. Coach: Roberto Taurino

GRAVINA: Lullo, Ferrajoli (46′ Santoro), Ionut (46′ Chiaradia) Cichella (62′ Salatino) Cacace, D’Orsi, Ceglie, Balzano, Molinari (Caruso 62′), Leonetti (78′ Ceijas), Gava. Bench: Loliva, Panebianco, Fanelli, Gargiulo, Marchese. Coach: Doudou Diaw

Arbitra: Maria Marotta di Sapri

Assistenti: Luigi Gallo di Avellino e Giuseppe Cesarano di Castellammare Stabia

Ammoniti: Gigante, Capristo, Rosato (N), Ferrajoli, Leonetti, Balzano. Espulso: Gava doppio giallo 70′




L’uno-due del Gravina è un’onda anomala che si abbatte su un Nardò per oltre un’ora quasi perfetto per applicazione, grinta, corsa, spirito di sacrificio. Apparentemente un inno alla illogicità del calcio. Il Gravina spreca tre limpide palle gol nel primo tempo, per poi trovare due gol occasionali ai primi due tiri in porta della ripresa. Mirarco, superlativo nell’opporsi alle due conclusioni ravvicinate e quasi a colpo sicuro di Molinari e Cacace, si riscopre colpevolmente vulnerabile su di un tiro scagliato da distanza siderale (almeno 35 metri, come in un Nardò-Foggia di cinque anni addietro). Il Gravina insomma riscuote ex post il credito maturato nel primo tempo, ma comincia a diventare impressionante la sorda ripetitività con la quale il Nardò continua a farsi trafiggere su palle inattive. Peccato, perché i granata, sospinti dai due guizzi di Agodirin, hanno sfiorato davvero di un niente l’ennesimo capolavoro, nella domenica in cui tra gli organici delle due squadre c’era davvero un abisso di differenza. Tant’è che Doudou ha ridisegnato in corsa la squadra, potendosi concedere il lusso di richiamare in panchina giocatori del calibro di Molinari e Leonetti, mentre Taurino era già stato costretto, alla vigilia, ai giochi di prestigio per scovare i tasselli necessari a completare il mosaico. E inevitabilmente, nelle fasi cruciali del match, si è notata l’assenza di esterni di gamba in grado di sfruttare gli spazi disponibili e di un giocatore capace di prendere per mano la squadra e gestire il pallone. Eppure, il Nardò ha sfiorato la grande impresa.

Michele Climaco

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