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lunedì 5 marzo 2018

Nardò - Taranto 1-1

Scorers: 16'st rigore Bertacchi (N), 26'st Capua (T)

NARDO’: 1 Mirarco; 3 Caporale, 5 Cassano, 6 Rosato (33'st 14 De Pascalis); 2 Scipioni, 4 Bertacchi, 10 Prinari (40'st 20 Gaetani), 7 Capristo (36'st 15 Gigante), 8 Palmisano G.; 9 Cavaliere, 11 Agodirin. Bench: 12 Spinelli, 13 Trinchera, 16 Greco G., 17 Bolognese, 18 Greco O., 19 Di Cosola. Coach Roberto Taurino
TARANTO: 1 Pellegrino; 13 Bilotta, 5 D'Angelo, 16 Rosania, 6 Giannotta (29'st 97 Li Gotti); 89 Galdean, 18 Marsili; 15 Lorefice (18'st 92 Capua), 8 D'Agostino (10'st 32 Boccadamo), 10 Ancora; 9 Diakitè. Bench: 99 Pizzaleo, 2 Corbier, 7 Portoghese, 11 Gori, 24 Quero, 33 Giorgio. Coach: Michele Cazzarò
Arbitro: Domenico De Girolamo di Avellino
Assistenti: Alberto Colonna di Vasto e Gennaro Russo di Napoli
Ammoniti: Prinari,Caporale (N), Rosania, D'Angelo, Baccadamo, Ancora, Capua, Bilotta (T)
Espulsi: Al 6'st D'Angelo (T) per doppia ammonizione e al 39'st Cazzarò (allenatore, T) per proteste
Note: Angoli: 1-2. Recupero: 0'pt, 4'st. Stadio “Giovanni Paolo II” di Nardò (LE), inizio gara ore 15.00.



In linea con una tradizione ultracinquantennale il derby tra Nardò e Taranto partorisce l’ennesimo pareggio casalingo. Nonostante una evidente incapacità di affondare i colpi, le due squadre riescono comunque a movimentare una gara sonnacchiosa. Il Nardò recita un copione ormai mandato a memoria. Prima illude, poi si fa riagguantare. Come a Sarno e a Picerno, come con il Gravina. Era già successo pure a San Severo e con il Francavilla, anche se poi gli uomini di Taurino erano riusciti a rimettere la freccia. Una terribile sindrome da rimonta. Pur ovviando con cuore e grinta, ritmo e cattiveria agonistica ai propri limiti offensivi, c’è poi sempre un piccolo particolare a mandare in fumo l’impresa. Stavolta il Nardò sembra ricevere la scossa giusta dalla superiorità numerica. L’espulsione di D’Angelo rompe l’equilibrio del derby, i granata agguantano il match e acchiappano al volo l’occasione giusta per portarsi in vantaggio. Nove minuti di illusione, poi un attimo di assopimento e il solito gol preso a retroguardia schierata. Un attimo di black-out scollegato da qualsiasi ragionamento relativo a cali fisici o assenze pesanti, che pure incidono pesantemente sul rendimento complessivo della squadra. Il Nardò fa gol al primo ruggito, prende gol alla prima disattenzione. Non è pareggio beffa come con il Gravina, resta il rammarico di non saper più gestire il vantaggio. Gli uomini di Taurino escono comunque dal derby a testa alta. E, paradossalmente, con il merito di aver di fatto impedito ai vari Diakitè, Ancora, D’Agostino di concludere con efficacia e pericolosità verso la porta di Mirarco. Oltrechè aver costretto il Taranto ad assumere un atteggiamento prudente. Con un giocatore in grado di imprimere un cambio di passo si sarebbe potuto tentare un arrembaggio finale. Comprensibilmente, invece, la stanchezza e la paura di commettere un errore a quel punto decisivo, hanno consigliato di non rischiare. D’altronde, un pareggio casalingo con il Taranto, è scritto nel destino.

Michele Climaco

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