Una partita di una bellezza selvaggia. La vince il Nardò.

 


(Michele Climaco) - Un Nardò sempre più avido di punti e di vittorie si divora anche l’imbattibilità esterna del Sorrento. Non finisce di stupire la squadra di Ciro Danucci, assoluta protagonista di una partita intensa, vibrante e pregevolissima anche sul piano squisitamente estetico. Mura sempre più amiche, insomma, quelle dello stadio di via XX Settembre, dove matura la settima vittoria interna stagionale.

 

Un successo limpido e inoppugnabile sul quale però aleggia lo spettro di un possibile ricorso del Sorrento. Succede infatti che alla mezzora della ripresa la panchina granata chieda una doppia sostituzione. Al momento del primo cambio, però, benché la lavagnetta del team manager Adriano Dagnello, indichi i numeri di maglia di Rimoli e Gallo, ad entrare in campo al posto dell’ex leccese è Scialpi, quindi un over per un under. L’arbitro prima ancora che si effettui il secondo cambio, a quel punto Gallo per Caputo, si dirige verso il punto in cui dovrà riprendere il gioco (la metà campo del Nardò), con una rimessa laterale in favore del Sorrento. Ovviamente il direttore di gara viene subito richiamato dalla panchina granata, prima ancora che il gioco riprenda. A quel punto scatta un incomprensibile atteggiamento ostruzionistico da parte dei giocatori del Sorrento, quasi ad impedire il completarsi della doppia sostituzione. Che avviene dopo un infinito conciliabolo tra direttore di gara e collaboratore di linea, in un clima di estrema tensione in campo tra calciatori e dirigenti in panchina delle due compagini. La partita riprende così dopo una sospensione protrattasi per circa dieci minuti, con il Nardò in perfetta regola con la normativa relativa agli under da schierare in campo. Non si comprende a questo punto quale fondamento possa avere un eventuale ricorso della società ospite: il Nardò non gioca infatti un solo secondo di match con un under in meno.

 

Ma torniamo ai contenuti tecnici di un match che segna probabilmente uno spartiacque della stagione. E spinge i granata ad un solo punto dalla vetta di una classifica cortissima (ben sei squadre nel giro di appena un punto), ma pure ancora estremamente parziale in virtù delle gare in meno di Taranto (3), Casarano (2), Picerno (1) e Andria (1). E’ presto insomma per capire se questo Nardò possa legittimamente aspirare ad una grandezza definitiva, certo è che in questo frangente corre davvero veloce grazie anche ai gol dei suoi tiratori scelti. Caputo e Törnros scavano in avvio di ripresa il solco definitivo dal Sorrento, dopo che nel primo tempo Rimoli aveva rimesso in equilibrio una gara ad handicap per l’inatteso vantaggio ospite siglato da Liccardi.

 

La partenza sprint del Nardò costringe subito sulla difensiva i rossoneri campani, alla quarta trasferta consecutiva in dieci giorni. E già al 2’, servito da De Giorgi, Caputo si libera con un tocco elegante di Cesarano, converge verso il centro e scarica un gran destro su Scarano, costretto alla deviazione in tuffo. Al 6’ Törnros insacca di testa una punizione di Caputo, ma l’arbitro ravvisa un fallo in attacco e annulla tra lo stupore generale. La verticalizzazione nella metà campo neretina ad innescare Liccardi è l’arma con la quale il Sorrento prova a rompere l’assedio. Nasce così al 14’ il vantaggio del Sorrento: il lancio di Mezavilla sorprende la difesa del Nardò, Liccardi ha una prateria dinanzi a sé, elude il tentativo di uscita di Milli e insacca a porta vuota. Un incidente di percorso che non smonta minimamente gli uomini di Danucci che in appena sei minuti riagguantano la parità. Una evidente trattenuta in area ai danni di Rimoli induce l’arbitro ad assegnare il calcio di rigore. Scarano intercetta la battuta dal dischetto di Caputo, Rimoli si fionda sulla respinta corta e insacca da pochi passi.  Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono di una bellezza selvaggia. Un susseguirsi ininterrotto di capovolgimenti di fronte ed occasioni da rete. Tra il 37’ e il 41’ il Sorrento sfiora per ben tre volte il nuovo vantaggio. Milli è impeccabile sulla rasoiata di Cunzi e la capocciata ravvicinata di Mancino, mentre vede sfilare alto sulla traversa un destro di Cunzi, libero di calciare indisturbato dall’altezza del dischetto. Il Nardò mette i brividi a Scarano con Caputo e De Giorgi.

 

Il gol del 2-1 del Nardò è solo rimandato. E giunge praticamente al primo affondo della ripresa. Trinchera mette in area dalla destra, Caputo calcia di prima intenzione e batte Scarano sul primo palo. Il Sorrento è in difficoltà ed è sovrastato dalla coralità e dal dinamismo della manovra neretina, che sfrutta il campo in ampiezza e in profondità. Rimoli potrebbe chiudere definitivamente i conti al 5’ quando in beata solitudine angola troppo la conclusione, proprio nel cuore dell’area avversaria. Ma il gol del definitivo ko è solo questione di tempo e giunge al 13’, sull’asse Caputo-Törnros. Lo svedese corregge di testa in rete un calcio di punizione del compagno e sigla la quinta rete stagionale. Il Sorrento non ha più la forza per reagire e il Nardò gestisce il doppio vantaggio da grande squadra, amministrando il gioco senza rischiare nulla. A parte una incursione di Cassata, che Maranzino spreca con un tiro a fil di palo da posizione ravvicinata. I granata sfiorano poi il quarto gol con Caputo e il nuovo entrato Potenza, prima del gran caos già descritto, generato dal doppio ingresso in campo di Scialpi e Gallo al posto di Caputo e Rimoli. La prima tappa del tour de force di fine febbraio va felicemente in archivio. Mercoledì scontro d’alta quota a Picerno, poi domenica il Brindisi al Giovanni Paolo II. Nel frattempo il Nardò si gode il suo ingresso nella top six della classifica.


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